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Magali

Magali
domenica 27 novembre 2016
Preparando il post di oggi mi sono resa conto che ho un sacco di cose da raccontare e dovrei pubblicare più spesso, ma proprio non ce la faccio. Cerco di vivere la mia vita intensamente, perchè, ho imparato che la  monotonia non mi rende felice, la routine non mi dà sicurezza, io amo il movimento, anche se a volte ne ho timore, vedere cose nuove, la staticità mi deprime, non fa parte del mio carattere. Sono consapevole che il tempo di cui disponiamo è veramente un bene prezioso e, a volte, sento persone che si annoiano, provano questa sensazione, ma non cambiano assolutamente nulla, cambiare significa mettersi alla prova, essere, a volte, essere assaliti dall'angoscia per farlo, ma tutto ciò significa provare anche nuove emozioni e, per me, semplicemente vivere.
Quindi sulla scia del mio proverbiale ritardo nel raccontarvi la mia vita, pubblico alcune foto di Arles (e ancora devo preparare quelle del luogo che amo di più in quella cittadina) di cui vi ho già parlato di recente, di recente, qui. I miei scatti rappresentano quello che mi colpisce e dei luoghi che conosco bene come questo, difficilmente fotografo i monumenti, per quelli esistono le guide turistiche!
La caffetteria dove vado abitualmente
Ed ora una ricetta semplice, da prima colazione, di quelle che trasmettono il senso "dell'accoglienza", del calore di una casa. Ho usato Matilde (il mio lievito madre) che da un po' di tempo era in letargo!
Pane all’uvetta con Matilde (il mio lievito madre)

Ingredienti:
250 g di farina
150 g di lievito madre rinfrescato
80 g di latte
80 g di acqua
80 g di zucchero
1 uovo
100 g di uvetta
5 g di lievito di birra
1 pizzico di sale
olio per la placca del forno
1 tuorlo per spennellare

Preparazione:
mescolate latte e acqua, intiepidite e scioglietevi il lievito di birra.
in una ciotola mettete la farina e lo zucchero a fontana, aggiungete il lievito madre e amalgamate bene, aggiungete dolcemente il liquido con on il lievito di birra, impastando pian piano, infine l’uvetta e il sale, poi l’uovo sbattuto. Impastate bene e fate lievitare per 3 ore.
Prendete l’impasto dividetelo in tre parti, fate dei salami e poi formate una treccia, posta sulla placca del forno foderata di carta forno leggermente oliata
lieviti e i liquidi, l'uva passa e il sale, senza mettere in contatto con il lievito, poi sbattete le uova e aggiungetele a tutto. Impastate benissimo, lasciate lievitare 3 ore
Tagliate la massa lievitata in tre pezzi e formate una treccia. Spennellate con l'uovo sbattuto con un cucchiaio di acqua e lasciate lievitare un’altra ora.
Infornate in forno preriscaldato a 250° ed infornate per 30 minuti avendo cura di abbassare la temperatura del forno a 200°. Nel caso vedete che si colora troppo in superficie coprite con un foglio di alluminio.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 20 novembre 2016
Come sapete il blog rispecchia la mia vita, i miei umori, la mia quotidianità. E' praticamente il mio diario.
Dopo il primo traguardo già raggiunto, lunedì scorso mio nipote ha conseguito la laurea magistrale in economia aziendale. La strada ora sarà ancora più ardua, ma speriamo con il cuore che tutto vada per il meglio. Ricordo quando mi laureai, pensavo di essere arrivata, invece c'era ancora parecchia salita. L'importante è andare sempre avanti, io non sono per la laurea "ad oltranza", se si ha la fortuna di trovare un'occupazione subito ben venga, ma, piuttosto, che stare a casa a far nulla meglio studiare. La laurea non è sinonimo di cultura, dovrebbe solo servire ad "aprire" la mente, a conoscere cose nuove.
Auguro a mio nipote e a tutti questi giovani di riuscire a trovare una collocazione, qualunque essa sia, perchè avere un obiettivo da raggiungere, sapere quale strada percorrere è già importante.
Ed ora andiamo in cucina con la prima di una serie di ricette sulle pseudo lasagne, ne ho fatte una serie una più buona dell'altra. In realtà è il metodo che è una furbata! Ho fatto un semplice schemino per spiegare l'idea! Si preparano in cinque minuti, sono buone e di effetto!
Questa ricetta può essere preparata con ragù di carne oppure con ragù con fiocchi di soia, la cui ricetta la trovate qui
Lasagne aperte con ragù bianco
Ingredienti per 2 persone (contando due “lasagne” a persona):
4 sfoglie lasagna grezza
100 g di carne macinata a persona (o 50 g di fiocchi di soia)
1 carota
1 cipolla piccola
70 g di piselli surgelati
vino bianco q.b.
besciamella fatta in casa q.b.
parmigiano grattugiato fresco
olio di oliva
sale

Preparazione:
tagliare le sfoglie in metà, fatele cuocere in acqua bollente con un cucchiaio di olio salata per 5 minuti. Scolarle e distenderle su un canovaccio.
Preparate il ragù facendo soffriggere in poco olio la cipolla e la carota tritate. Aggiungete la carne, sfumate con un po di vino bianco e fate cuocere una decina di minuti, aggiungete i piselli e il sale e terminate la cottura.
Preparate la besciamella.
Disponete le lasagne come nel disegno mettendo tra come ripieno: il ragù, la mesciamella e spolverizzate con parmigiano, ultimo strato compreso. Preparatele già sul piatto per ogni persona a cui lo servirete, io ho contato due lasagne a testa.
Al momento di servire applicate su ogni piatto la pellicola alimentare bucherellate con uno stuzzicadenti, ponete in forno a microonde per 1 minuto a bassa temperatura, solo per scaldare e far fondere il parmigiano.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

domenica 13 novembre 2016
Nonostante la "cacca" che ci arriva sempre addosso, Magali ed io
non nascondiamo che di primo acchito rimaniamo male, ma poi ridiamo e andiamo avanti e ringraziamo di cuore un'Amica lontana che contribuisce sempre a farci ridere!!!
Il post di oggi avrebbe dovuto essere super mega sorprendente con l'ospite eccezionale di cui vi abbiamo parlato in quello precedente oppure vi avremmo portato in giro in posti a me cari, ma non abbiamo fatto in tempo, nè eravamo molto nello spirito. Poi ci siamo dette che dobbiamo trarre dalla vita il bello che c'è, tirare fuori la nostra essenza e ritagliarci degli spazi piacevoli come il consueto appuntamento settimanale con voi.
Ed ora questa ricetta per una colazione senza grassi!
Dolce colazionoso light senza grassi
Ingredienti:
130 g di farina
40 g di fecola
2 uova
2 vasetti di yogurt di soia (200 g)
90 g di zucchero
70 g di cioccolato fondente
1 cucchiaino di spezie
½ bustina di lievito per dolci
3 cucchiai di polpa di mele
50 g di mandorle tritate
1 noce di burro per ungere lo stampo
Zucchero vanigliato.

Preparazione:
tritate le mandorle.
Grattugiate il cioccolato.
Mescolate la farina, la fecola, il lievito e le spezie.
In una terrina battete le uova con lo zucchero, aggiungete le mandorle, il cioccolato, mescolate bene. Aggiungete un vasetto di yogurt, la polpa di mele, mescolate e iniziate ad aggiungere metà farina. Aggiungete l’altro vasetto di yogurt e la restante farina. Mescolate bene.
Ungete lo stampo, versatevi il composto.
Infornate in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti.
Togliete dal forno, fate raffreddare e spolverizzate con zucchero vanigliato.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
giovedì 10 novembre 2016
Eccoci qui a partecipare, con la nostra abituale ironia, all’MTC
Questa volta eravamo partite con un’idea, avevamo un’ospite d’eccezione, (di cui vi parleremo prossimamente, perché per noi è stata un’incredibile sorpresa), ma poi la Susy ci ha spiazzato con il cinema e per di più sexy. Si perché è stata proprio la super, stupenda, simpatica, effervescente Susy a vincere il mese scorso e ha decretare il tiramisù come “re” di questa sfida e a scegliere il tema su cui imperniare la ricetta.
Nei casi in cui le idee vengono meno, voi ben sapete a chi mi rivolgo, alla mia fidata compagna che per la prima volta ho visto in difficoltà. Persino quando dormiva sentivo il suo cervello che continuava a “macinare” … Poi una mattina mi viene incontro con aria soddisfatta e decisa a prendere lei lo scettro di questa sfida.
Abbiamo seguito le indicazioni di Susy, aggiungendo qua e là qualche ingrediente, arrivando ad un risultato ultra godurioso, le calorie ci hanno comunicato di essere strafelici, perché ampiamente esaltate!!!

Quindi vi presentiamo l'alter ego di Magali
 e il suo tiramisù
Tiramisù di Magalita
Ingredienti per 6 persone:
500 g di mascarpone
4 uova
4 cucchiai di zucchero
400 g di savoiardi
5 tazzine di caffe' amaro
marron glacé a pezzi

per il caramello:
100 g di zucchero
40 g di burro salato
150 ml di panna
zenzero grattugiato fresco

per decorare:
cacao amaro
6 marron glacé

Preparazione:
dividete le uova mettendo tuorli e albume in due ciotole separate.
Aggiungete lo zucchero ai tuorli e mescolateli bene con l’aiuto di fruste elettriche. Unite il mascarpone e mescolate ancora fino ad ottenere un composto liscio e denso.
Montate i bianchi a neve ferma e poi incorporateli alla crema di mascarpone, pezzetti di marron glacé.
Inzuppate i savoiardi uno alla volta nel caffè e sistemateli in una teglia, versateci sopra la crema di mascarpone, pezzetti di marron glacé, fate un altro strato di savoiardi e crema e un ultimo di savoiardi.
Dalla teglia unica con il coppapasta formate 6 cuori oppure conservate la teglia unica.
In una padella antiaderente mettete lo zucchero, mescolate a fuoco dolce finchè non assume un colore dorato, togliete dal fuoco aggiungete il burro e la panna, rimettete sul fuoco e mescolate finchè non avrete ottenuto un composto liscio. Schiacciate bene lo zenzero grattugiato aiutandovi con due cucchiai, fate uscire il succo che aggiungerete al caramello.
Inondate i tiramisù.
Spolverizzate ogni metà cuore con il cacao, decorate con un marron glacé e servite.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 6 novembre 2016
Mi sono resa conto che, molto spesso, dò alcune cose e luoghi per scontati, senza r okendermi conto che se mai chi mi legge preferirebbe un piccolo approfondimento. Queste foto le ho scattate ad Arles che si trova in Camargue, praticamente alle porte della Provenza.
E' una cittadina di circa 50.000 abitanti, con un notevole anfiteatro romano, negli ultimi anni sta rifiorendo, in seguito all'iniziativa estiva "Les rencontres d'Arles" che comprende mostre fotografiche dislocate nei luoghi più significativi della città, atelier di fotografia. 
Nel contempo stanno costruendo, finanziato dalla fondazione Luma, un museo progettato dal famoso architetto Frank Gehry, che darà sicuramente il lustro che merita a questa cittadina. Queste fotografie le ho scattate quest'estate.
 Il plastico della torre museo
Una torre in cemento, rivestita da placche di alluminio martellato che creeranno innumerevoli giochi di luce. Il suo aspetto così "scomposto e fluttuante" è tipico dei progetti di questo architetto.
Sorge sull'area delle officine ferroviarie ormai in disuso, per una parte di questi fabbricati è previsto un riuso. 
Il tutto sarà immerso in un grande giardino paesaggistico  ricco di vegetazione tipica della Provenza come ulivi, lavanda.
Di fronte a questo vasto complesso sorgerà una scuola di fotografia costruita con fondi statali.
Invece queste del mercato le ho scattate qualche settimana fa, ho fatto una toccata e fuga ...  ne ho ancora tantissime da pubblicare e, sperando di farvi cosa gradita, lo farò prossimamente!
Paella a gogò!
 Le spezie
Tè e tisane
 
Le olive
Ed ora una torta che ho preparato mentre ero al mare con delle castagne portate da casa, vi assicuro che è veramente buonissima e i miei vicini di casa marini ve lo potrebbero confermare!
Fondant cioccolato e castagne
Ingredienti per uno stampo rettangolare 25x16 cm:
150 g di cioccolato fondente (io ho utilizzato 47% cacao amaro)
4 uova
100 g di zucchero di canna
230 g di puré di castagne
1 cucchiaio di farina di mandorle
30 g di fecola di patate

Preparazione:
fate bollire le castagne in acqua con un pizzico di sale e un cucchiaio di olio nella pentola a pressione per 30 minuti.Fate fondere il cioccolato a bagnomaria.
Privatele della buccia e della pellicina. Passatele al passaverdura.
Battete i tuorli con lo zucchero. Incorporate la puré di castagne, il cioccolato fuso e la fecola. Mescolate bene il tutto.
Montate a neve ben ferma gli albumi ed aggiungeteli in più riprese all’impasto mescolando dall’alto verso il basso.
Versate nello stampo foderato di carta forno e cuocete in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti.
Potete tagliarla tranquillamente a quadrotti.
E come dice Magali « leccatevi i baffi ! »

giovedì 3 novembre 2016
Per questo evento eccezionale ci siamo impegnate, perchè come sapete Magali ed io siamo FUORI, cioè DIETRO come un balcone!

video

Eccolo finalmente, guardate che meraviglia è uscito un altro splendore dell'MTC
DIETRO LA LASAGNA

Il libro è edito da Gribaudo (gruppo Feltrinelli), l'autrice, la nostra mitica, Alessandra Gennaro, le foto sono di Paolo Picciotto, le illustrazioni e lo styling dell'eccezionale Mai Esteve. 
Il libro è in vendita in tutte le librerie d'Italia e online su Amazon ad un prezzo ecceziunale veramente, quindi come diceva la grande Sofia "Accattatevill" (Compratelo!), perchè, come ormai sapete, con il vostro acquisto sosterrete la Piazza dei Mestieri vi consiglio di andare a vedere il loro sito così scoprirete questa bellissima realtà.
Ed ora eccovi alcune pagine del libro a testimonianza della sua bellezza, originalità, passione, internazionalità e visto che le parole non sono sufficienti, su consiglio di Magali "Se volete leccarvi i baffi, comprate questo libro!" e, soprattutto, perchè DIETRO questo libro c'è l'entusiasmo, la passione di tutti.
domenica 30 ottobre 2016
In attesa di sistemare le tante ultime foto scattate e di scrivere ampia descrizione, prometto che questa settimana lo faccio!
Domani sarà la notte di Halloween che mi ricorda la zucca che mi ricorda l'autunno, "miscelando" il tutto ne è uscito questo post!
Iniziamo con l'autunno: la poesia è lunga, ne sono conscia, ma è bellissima.

Ode all'autunno
Ah, quanto tempo
si è
potuto vivere,
terra,
senza autunno!
Ah, che naiade
oppressiva
la primavera
con i suoi scandalosi
capezzoli
che mostra in tutti
gli alberi del mondo,
e quindi
l’estate,
grano,
grano,
intermittenti
grilli,
cicale,
sudore sfrenato.
Poi,
l’aria
reca di mattina
un vapore di pianeta.
Da altra stella
cadono gocce d’argento.
Si respira
il cambiamento
delle frontiere,
dell’umidità del vento
dal vento alle radici.
Qualcosa di sordo, profondo,
lavora sottoterra
stivando sogni.
L’energia si raggomitola,
la catena
delle fecondazioni
arrotola
i suoi anelli.
Modesto è l’autunno
come i taglialegna.
Costa molto
togliere tutte le foglie
da tutti gli alberi
di tutti i paesi.
La primavera
le cucì in volo
e ora
bisogna lasciarle
cadere come se fossero
uccelli gialli:
Non è facile.
Serve tempo.
Bisogna correre per
le strade,
parlare lingue,
svedese,
portoghese,
parlare la lingua rossa,
quella verde.
Bisogna sapere
tacere in tutte
le lingue
e dappertutto,
sempre,
lasciare cadere,
cadere,
lasciare cadere,
cadere
le foglie.
Difficile
è
essere autunno,
facile essere primavera.
Accendere tutto
quel che è nato
per essere acceso.
Spegnere il mondo , invece,
facendolo scivolare via
come se fosse un cerchio
di cose gialle,
fino a fondere odori,
luce, radici,
e a far salire il vino all’uva,
coniare con pazienza
l’irregolare moneta
della cima dell’albero
e spargerla dopo
per disinteressate
strade deserte,
è compito di mani
virili.
Per questo,
autunno,
compagno vasaio,
costruttore di pianeti,
elettricista,
conservatore del grano,
ti dò la mia mano da uomo
a uomo
e ti chiedo di invitarmi
a uscire a cavallo
per lavorare insieme a te.
Ho sempre voluto
essere l’apprendista
dell’autunno
essere il piccolo parente
del laborioso
meccanico delle cime,
galoppare per la terra
distribuendo
oro,
oro inutile.
Ma, domani,
autunno,
ti aiuterò a ripartire
foglie d’oro
ai poveri della strada.
Autunno, buon cavaliere,
galoppiamo,
prima che ci sorprenda
il nero inverno.
E’ duro
il nostro lungo lavoro.
Andiamo
a preparare la terra
e a insegnarle
a essere madre,
a riparare le sementi
che nel suo ventre
dormiranno protette
da due cavalieri rossi
che girano per il mondo:
l’apprendista dell’autunno
e l’autunno.
Così dalle radici
oscure e nascoste
potranno uscire danzando
la fragranza
e il velo verde della primavera.

Pablo Neruda

Ora passiamo ad Halloween e qui lascio la parola a Magali!
Ed ora zucca!!!
E finalmente in cucina, proprio ieri ho sfogliato le ricette del blog e ho visto che non avevo mai pubblicato una di pasta alla zucca e allora ho inventato questa che è venuta buona era pure abbondante tanto che ce n'era pure una porzione per il giorno dopo, quindi anche riscaldata vi posso dire che è ottima.
Fusilloni alla zucca
Ingredienti per 3 persone:
240 g di fusilloni
400 g di zucca
20 g di uvetta sultanina
10 g di pinoli
1 scalogno
1 spicchio di aglio
1 rametto di rosmarino
aceto balsamico
olio d’oliva
sale
pepe
parmigiano grattugiato fresco

Preparazione:
eliminate la scorza della zucca. Tagliatela in metà. Tagliatene una parte a dadini. In una padella antiaderente fate soffriggere l’aglio con l’olio aggiungete la zucca a dadini e il rosmarino, regolate di sale e fate cuocere 10 minuti con il coperchio. A cottura ultimata eliminate lo spicchio d’aglio e il rametto di rosmarino e passate al mixer.
Tagliate l’altra metà con una mandolina che affetti non troppo sottile. Foderate la placca del forno con carta forno, mettetevi le fette di zucca spennellate con olio, aceto balsamico e sale. Fate cuocere a 180° per 5 minuti.
In una padella fate soffriggere lo scalogno, precedentemente pulito e affettato sottilmente, aggiungete i pinoli e l’uvetta precedentemente fatta rinvenire in acqua e aceto balsamico.
Fate cuocere la pasta in acqua bollente salata. Scolatela, mettetela in una terrina, aggiungete la crema di zucca, mescolate e buttate nella padella con uvetta e pinoli, aggiungete le fette di zucca cotta al forno, fate saltare e servite spolverizzata dal parmigiano grattugiato e pepe.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

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