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Magali

Magali
martedì 30 novembre 2010
Con ieri abbiamo iniziato a “dare” immagine alla nostra avventura a Parigi, sì lo so io, ormai, ci sono stata tantissime volte da trent’anni, ma per la Pelosotta era la prima volta e come potete vedere in albergo si è ambientata benissimo.


Oggi vi presentiamo una pasta fatta in casa, noi l’abbiamo condita così, ma sicuramente è anche ottima con altri sughi.


Tagliatelle al prezzemolo e vongole
Ingredienti per 4 persone:
2 uova
200 g di farina
70 g di prezzemolo

Per condire:
1kg e ½ di vongole veraci fresche
1 spicchio di aglio intero
½ bicchiere di vino bianco
prezzemolo fresco tritato
sale
olio di oliva extravergine

Preparazione:
lavate, asciugate e tritate finemente il prezzemolo.
Mescolate, su un piano infarinato, la farina con le uova ed impastando aggiungete il prezzemolo. Ottenete così una pasta elastica che dovete “tirare in sfoglie” molto fini utilizzando la macchina per la pasta o un matterello. Con la macchina della pasta o il coltello fate delle tagliatelle.
Fate un sugo in bianco con le vongole, olio, spicchio di aglio intero, prezzemolo e vino bianco.
Fate cuocere la pasta in acqua abbondante salata, scolate e condite con il sugo alle vongole.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

lunedì 29 novembre 2010
Eccoci reduci dal nostro viaggio di lavoro a Parigi e come promesso iniziamo con qualche racconto.
Questa non ci era ancora capitata … Durante il viaggio di andata bloccati sull’autostrada a causa di un incidente … che ha coinvolto quattro camions e tre auto, per fortuna non ci sono state vittime, ma la sede stradale era occupata da tutti questi automezzi che dovevano essere spostati, perché impedivano la circolazione.
Sembrava una scena da film, tutti incolonnati senza alternativa!
Magali mi guardava sempre impassibile senza proferire verbo.
In questa situazione paradossale pazienza era la parola più appropriata insieme a speranza in un rapido epilogo. Avendo tempo a disposizione, mi sforzavo di trovare il risvolto positivo di tutto ciò e poi dopo molto meditare ho capito che se fossimo partiti anche solo dieci minuti prima saremmo rimasti bloccati, come ora, ma sotto uno delle due gallerie compromesse nell’intasamento! Ringrazio, quindi, di poter vedere il cielo anche se nuvoloso!
Eccoci qui nell’imbottigliamento!

Come vi ho più volte detto durante i viaggi parto sempre con viveri a bordo, perché mi viene sempre una fame incredibile, ecco qui Fabio mentre sta pappando la frittata di spaghetti! Qui gli scappa da ridere, perchè prima di partire, quando mi vede con la borsa delle provviste, mi deride sempre! Questa volta mi ha dato ragione e ha benedetto gli approvvigionamenti!

Ed ecco la serafica Magali sul sedile posteriore, praticamente digiuna dalla sera precedente, non ha fatto pipì per tutto il viaggio che è durato ben 4h30 più del previsto, cioè 12 ore, veramente una micia viaggiatrice!


Ecco ancora uno scatto durante il viaggio ...

La ricetta di oggi è a base di avocado, in Francia si utilizza moltissimo negli antipasti ed allora mi sono fatta subito tentare ed ecco qui il risultato. Da me, qui a Torino, si trova nei grandi supermercati.
Coppa di avocado
Ingredienti per 4 persone:
2 avocadi
4 pomodori san marzano a dadini
120 g di salmone affumicato a dadini
olio extravergine di oliva
sale
il succo di un limone

Preparazione:
tagliate a metà gli avocadi, scavateli e tagliate la polpa a dadini.
In una scodella mettete il salmone, la polpa degli avocadi, il pomodoro e condite con olio, limone e sale.
Riempite le “coppe” di avocado.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

domenica 28 novembre 2010
Oggi, indovinate un po’? Ci siamo riposate, ebbene sì lo confessiamo dopo aver lavato tutto quello che abbiamo utilizzato durante il viaggio, stirato, cucinato, non abbiamo fatto assolutamente nulla, promettiamo nei prossimi giorni un blog bello ricco di foto, sorprese, chiacchiere! Non ci resta che augurare a voi tutti una buona settimana e … a domani!
La ricetta di oggi è ottima come stuzzichino, da provare!
Polpettine di ricotta
Ingredienti:
250 g di ricotta
2 tuorli
4 cucchiai di pane grattugiato
l’erba cipollina tagliata finemente
sale
olio di oliva (per friggere)

Preparazione:
in un’insalatiera mettete la ricotta, i tuorli, l’erba cipollina e il sale.
Mescolate bene e formate, con le mani, delle polpettine e passatele nel pane grattugiato.
Scaldate l’olio in una pentola antiaderente e fate dorare le polpettine.
Scolatele su un foglio di carta assorbente.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
sabato 27 novembre 2010
Siamo appena ritornate da un viaggio di lavoro, ebbene sì, lo confessiamo, tutto quello che avete letto da oltre una settimana, l’avevamo preparato in anticipo … che lavoro! I primi giorni potevamo collegarci saltuariamente ad internet, in seguito, la connessione, in alberto, è praticamente morta, cucinare, poi, sarebbe stato impossibile!
Siamo state a Parigi per lavoro, ma questa volta siamo andati tutti e tre: mio marito, io e pure la pelosotta, per la prima volta nella ville lumière. Ora siamo tornate qui in carne ed ossa, con la valigia colma di foto, curiosità che pubblicheremo nei prossimi giorni con la speranza di non annoiarvi.
Ed ora un dolce al cucchiaio monoporzione, tanto per cambiare un po’.
Verrina ai mirtilli
Ingredienti per 8 persone:
2 vaschette di mirtilli
8 cucchiai di cereali croccanti

per la crema pasticcera:
3 tuorli
8 cucchiai di zucchero
8 cucchiai di farina
1 l di latte
1 bustina di vanillina
8 cucchiai di panna

Preparazione:
preparate la crema sbattendo i tuorli con lo zucchero, aggiungete la farina setacciata e la bustina di vanillina, mescolate. Mettete sul fuoco e aggiungete dolcemente il latte e fate cuocere fin quando non vedete che si rapprende. Togliete dal fuoco, fate raffreddare e girate ogni tanto per non far formare la pellicola in superficie. Aggiungete la panna e mescolate.
Lavate ed asciugate i mirtilli.
In ciascun bicchiere mettete un cucchiaio di cereali, crema, uno strato di mirtilli, crema e terminate con uno strato di mirtilli.
Mettete in frigorifero e servite freddo o a temperatura ambiente.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
venerdì 26 novembre 2010
Oggi parlavo a Magali dei miei “sogni” impossibili e pensavo che non ho mai desiderato vincere la lotteria, perché non avrei potuto acquistare un quadro di Van Gogh … lo so esistono le stampe, ma non sono la stessa cosa. Io ho avuto la fortuna di vedere parecchi suoi dipinti “dal vivo” e quei colori così forti, intensi, sgargianti, solari mi hanno rapito il cuore. Per me aveva il dono di dare energia a tutto ciò che ritraeva … ritengo che la maggior parte delle sue opere siano un inno alla vita, mi fanno sentire bene ogni volta che le osservo, ma tutto questo mi distoglie dal discorso iniziale …
Restando sempre nell’ambito “dell’impossibile”, se, oggi, mi venisse chiesto: “Cos’avresti voluto fare?”, risponderei senza esitazione: “Scrivere”. Avere la capacità di isolarmi, e pian piano parola dopo parola, immaginare, creare, dare vita a dei personaggi … avere il dono del “trasmettere”, per trascinare il lettore in un vortice di emozioni al punto di arrivare all’ultima pagina con una sorta di rammarico … per non poter più proseguire il libro. Riuscire a dar voce all'anima, ad esprimere sentimenti sopiti negli angoli più remoti del proprio essere, a far emergere la magia, il desiderio, la curiosità, ma soprattutto riuscire a coinvolgere il lettore fino a sentirsi veramente partecipe, solo, ma in realtà facente parte di un'insieme di persone e mondi rassicuranti.
Comunque non immaginate quanto avremmo ancora da raccontarvi …
Ed ora ancora due scatti marini, ad ottobre non c’era molta gente e tutto questo contribuiva a creare una magica atmosfera.


A noi piacciono molto le torte salate, perchè possono costituire un piatto unico, far parte di un aperitivo, durante una scampagnata, come sostitutivo del secondo …


Torta ai porri
Ingredienti:
1 confezione di pasta sfoglia
500 g di porri
3 uova
20 cl di panna da cucina
150 g di caciotta
1 mozzarella
noce moscata grattugiata
olio di oliva
sale e pepe

Preparazione:
pulite, lavate i porri e tagliateli a metà nel senso della lunghezza e poi a pezzetti.
Metteteli in una padella antiaderente con dell’olio, salate e pepate e fate cuocere per 10 minuti.
In un’insalatiera sbattete le uova con la panna, incorporate la caciotta grattugiata, la mozzarella scolata e tagliata in piccoli pezzi, la noce moscata, salate e pepate, mescolate bene.
Preriscaldate il forno a 180°. Foderate uno stampo con carta forno imburrata, srotolate la pasta e mettetela nello stampo. Versatevi il composto.
Infornate per 30 – 40 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.
giovedì 25 novembre 2010
Credo che molti, vivendo in coppia, a volte, si chiedano come fanno a convivere con il proprio partner.
Io ribalto la domanda e chiedo a me stessa come fa mio marito a vivere con me …
Sono convinta che, sinceramente, sia molto difficile dividere l'esistenza con una persona come me, soprattutto per il fatto a cui accennavo qualche post fa … sono una serie inesauribile di progetti, sogni … certi veramente strampalati, ve ne cito alcuni …
Dopo un viaggio in Scozia rimasi letteralmente affascinata dalle pecore e mi ero informata, dettagliatamente, su come allevare quelle merinos provenienti dall’Australia …
Un’altra idea era quella di comprare qualche carato, cioè una parte, di un peschereccio …
Un’altra era, quando avevo la passione per le lontre e giravamo i vari luoghi tra cui la Scozia, dove poterle vedere …
E quando attraversammo tutta la Francia per andare a prendere un labrador, che una famiglia non voleva più tenere, ed al nostro arrivo dopo più di mille km incontrammo, credo, l’unico cane ferocissimo di quella razza …
E quando facemmo i nostri abituali 1000 km per andare a vedere un vecchio relais di posta, nel centro della Francia,per trasformarlo in un ipotetico bed&breakfast …
E poi il blog con post quotidiano …
E questi sono solo una parte … sfido voi tutti ad avere avuto tante idee così strambe.
Non penso né all'ipotetico ed inavvicinabile fattore economico, né ad altro, ma solo ad alimentare un sogno, il fatto positivo che bisogna riconoscermi e che, nel caso non riesca a realizzare il progetto, non rimango delusa, anzi mi metto subito in azione alla ricerca di qualcosa di nuovo su cui concentrarmi e documentarmi.
Parlando con Magali, le ho domandato come veramente possa fare una persona a riuscire a sopravvivere alle mie fantasie. La pelosa prontamente mi ha fornito la sua risposta: ” Intelligenza, affetto e curiosità”
Concordo pienamente in quanto bisogna essere così intelligenti da comprendere che l’essenza di una persona, finchè non lede gli altri, deve essere rispettata, affetto per riuscire ad accettare le stramberie e curiosità nello scoprire che cosa sarò in grado di inventarmi domani.
Devo riconoscere pubblicamente a mio marito il merito di avermi sempre e dico sempre sostenuto in qualsiasi impresa, realizzata o meno, realizzabile o meno, e di aver sempre collaborato, credo per la sua sanità mentale, senza porsi troppe domande!
Ricordo che, una volta, ho preparato questa ricetta a mio marito ed ai suoi collaboratori, non ci crederete, ma hanno lucidato pure la pentola con il pane! L’ho chiamato quasi bourguignon, perché la ricetta prevede la cottura in forno, ma essendo il mio un po’ vecchiotto, lunatico ed indipendente ho preferito cuocerlo lentamente sul fornello, in modo da poterlo tenere d’occhio.
Quindi se anche voi desiderate leccarvi i baffi, vi consigliamo vivamente questa ricetta!

Bue quasi bourguignon
Ingredienti per 6 persone:
1,200 g di spezzatino di bue
2 cipolle
150 g di pancetta tagliata a dadini
2 carote
300 g di cipolline
300 g di champignons
olio di oliva
1 bottiglia di buon vino rosso (io ho usato del dolcetto)
1 dado per brodo
40 g di farina
sale e pepe

Preparazione:
infarinare la carne.
Pelate e affettate le carote e le cipolle.
Fate rosolare la carne con l’olio in una casseruola, aggiungete le cipolle, le carote, il dado per il brodo e il vino.
Salate, se necessario, e pepate, fate cuocere dolcemente per 2 ore - 2.30 circa. Pulite e tagliate a pezzi gli champignons.
Un quarto d’ora prima della fine della cottura aggiungete le cipolline, la pancetta e dopo 5 minuti gli champignons.
Terminate la cottura, il vino deve essere completamente evaporato.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

mercoledì 24 novembre 2010
Per oggi, onde evitare di annoiarvi, interrompiamo le nostre riflessioni e lasciamo spazio ad un micione che ci ha colpito, mentre passeggiavamo al mare nel centro del paese. Abbiamo l’abitudine di girare spesso con la macchina fotografica per cercare di non perdere quello che può attirare la nostra attenzione … e per poterlo poi far vedere anche a voi!


Ricettina stuzzicante anche come apericena!

Rotelline al salmone
Ingredienti per 6 persone (preparazione per 12 crepes):
125 g di farina di grano saraceno o 00 (come preferite)
2 uova
200 g di latte
20 g di burro
una presa di sale
12 fette di salmone affumicato
150 g di formaggio tipo Philadelphia
pepe

Preparazione:
in un’insalatiera mescolate le uova con la farina e il sale, dopo aggiungete dolcemente il latte e il burro fuso. Sbattete bene il composto.
In una padella antiaderente su un fuoco vivace passate velocemente il burro. versate due cucchiai di composto e quando la padella è ben calda muovete in modo che tutto il fondo sia ricoperto da uno strato fine di preparazione.
Fate cuocere qualche minuto da ogni lato.
In una scodella lavorate, per ammorbidirlo, il formaggio con il pepe.
Spalmate ciascuna crepe e mettetevi sopra il salmone, arrotolate, poi avviluppatele con la pellicola alimentare e mettete al fresco per un’ora circa.
Tagliatelle a rondelle al momento di servire.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

martedì 23 novembre 2010
Innanzitutto chiediamo scusa a tutte le nostre amiche blogger se, per questa settimana, i nostri commenti alle loro magnifiche creazioni saranno scarsi o inesistenti, ma qui siamo in balia di una connessione veramente jurassica! Abbiate pazienza!
A Magali non è piaciuta la riflessione di ieri e mi ha fatto notare che, a volte, bisogna cercare con le proprie forze di inforcare un paio di occhiali dalle lenti rosa e, sicuramente, qualcosa di bello si riesce a trovare.
Non ho voluto darle torto di primo acchito, anche se lo pensavo veramente, ho cercato di seguire il suo consiglio e vi assicuro che ce l’ho messa davvero tutta per non deluderla.
Ho agito come avrebbe fatto lei drizzando le orecchie e facendo vibrare i baffi, sono stata vigile, nella speranza di cogliere una sfumatura rosa, un particolare che potesse avvalorare la sua ipotesi.
Il giorno è trascorso, ma tutto ciò che mi circondava mi è sembrato solito, banale, triste …
L’ho comunicato alla pelosotta che ha voluto darmi un’altra lezione di vita rispondendomi di non perdere la speranza.
Ho voluto, caparbiamente, un’altra volta darle retta e non arrendermi, anche se tra me e me mi chiedevo cos’avrei potuto vedere di così bello che avrebbe potuto ribaltare una giornata ricca di sguardi invano attenti a cogliere qualcosa di stupefacente …
Non ci crederete, mentre cucinavo, sono andata un attimo sul balcone e ho visto questo spettacolo, ebbene le case che si affacciano sul mio cortile da ben 23 anni non mi sono mai sembrate così belle.
Concludo ringraziando la saggia Magali, che è riuscita a far emergere in me, la grande dote di rendere magiche cose apparentemente banali.

Ecco la ricetta di oggi, la foto non le rende giustizia, ma è veramente squisita.


Lasagne al verde
Ingredienti per 4 persone:
250 g di sfoglia fresca per lasagna
1 mozzarella fiordilatte
3 zucchine
200 g di fagiolini
6 cucchiai di pesto
parmigiano grattugiato fresco
olio di oliva
sale

Per la salsa besciamella:
30 g di burro
30 di farina
30 cl di latte
noce moscata grattugiata
30 g di parmigiano grattugiato

Preparazione:
pulite le verdure, tagliate i fagiolini a piccoli pezzi e fate cuocere in acqua bollente salata. Scolate.
Tagliate le zucchine con la mandolina e fate lessare per un minuto in acqua bollente salata. Scolate.
Scolate e asciugate la mozzarella e tagliatela a piccoli pezzi.
Fate cuocere la pasta in acqua bollente salata con un cucchiaio di olio. Scolate e stendete su un canovaccio.
Preparate la besciamella:
in una casseruola fate fondere il burro a fuoco dolce. Una volta che il burro è fuso aggiungere la farina e mescolate per amalgamare bene. Aggiungete dolcemente il latte freddo e mescolate bene. Lasciate ispessire e dopo aver dato qualche bollore, togliete la casseruola dal fuoco. Aggiungete il sale e la noce moscata.
In una pirofila mettete uno strato di pasta, fagiolini, zucchine, pesto, besciamella e parmigiano, proseguite così fino alla fine degli ingredienti.
Infornate per 20 minuti circa (in forno preriscaldato a 200 °C), fino a che si sia gratinato.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

lunedì 22 novembre 2010
Vorrei che qualcuno di voi mi aiutasse a capire, questa volta vi apro veramente la mia anima …
Perché io in questa città in cui vivo, non mi sento a casa mia … ma non basta sto veramente male ad uscire nel vedere tutte le case male assortite, dalle facciate trascurate, stinte, intrise della sottile povere ferruginosa prodotta dallo sferragliare del tram … i fazzoletti di carta, i depliants dei supermercati e tutto quello che le nostre tasche non hanno voglia di contenere giace in balia del vento, i cassonetti dell’immondizia vicino ai quali sono ammassati le più astruse cianfrusaglie, i marciapiedi sconnessi …
Oggi mio marito, quando siamo usciti, mi ha detto “Helga sembri un’aliena”.
In realtà, io non sembro, ma mi sento un’aliena, anzi dirò di più sto proprio fisicamente male nel vedere tutto ciò.
Forse ho un senso estetico più spiccato rispetto al mio prossimo oppure sono un’attenta osservatrice, ma tutto questo, forse, è un’ulteriore conferma della mia diversità, mi sforzo, ma non posso essere contenta di vivere in un posto simile …
La cosa ancora più triste che molti sono costretti a vivere in posti ancora peggiori, ancora più maltrattati …
Siamo stati la capitale d’Italia … ma cos’è e cosa sarà la nostra nazione?
Io sogno solo di scappare via … di vivere in un plastico o in un villaggio della Lego … mi ci vedo già Magali ed io un po’ squadrate, tutte fatte di mattoncini, ma esisteranno anche quelli per fare i capelli grigi e le orecchie da gatto?
E poi il nostro prossimo ci domanda, perché non amiamo uscire di casa … quello che ci circonda è in questo stato, come tutte le zone semi centrali della città, certo il centro è più curato, ma devi camminare “senza cuore”: una serie innumerevole di persone chiede la carità, addirittura dorme per strada e passando, noi cerchiamo di aiutare un po’ tutti …
Sicuramente coloro i quali vivono in un ambito più ristretto hanno occhi e cuore molto più protetti.
Per sdrammatizzare un po’ ecco un’altra foto scattata a metà ottobre quando sono andata al mare, è la figlia di Giacomo, per fortuna anche lei stava bene, è solo un po’ timida.

Questa, realistica, ma un po’ triste, la possiamo definire una riflessione da lunedì …
Ed ora bando alle chiacchiere ecco la ricetta di oggi, semplice, ma originale e veramente carina alla vista, ideale anche per un apericena.

Camembert insolito
Ingredienti per 6 persone:
3 piccoli camembert (lo potete sostituire con del brie o caprice des dieux)
6 fajitas
erba cipollina
burro

Preparazione:
preriscaldate il forno a 180°. Riducete le fajitas in modo che stiano nella scatola di camembert.
Mettete ogni fajitas nella metà della scatola di camembert, poi aggiungete del formaggio tagliato a fette, un po’ di erba cipollina tagliata finemente e una piccola noce di burro. Passate in forno per 8 minuti e servite subito.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 21 novembre 2010
Innanzitutto, a volte, inseriamo ricette con ingredienti che non tutti hanno già provato, ad esempio la quinoa, il tofu, il seitan … andiamo con ordine: la quinoa è un cereale boliviano, veramente proteico ed è ottimo sia in estate che in inverno, il tofu, derivato del latte di soia, tra i tre è quello che da noi riscuote meno successo, noi lo mangiamo caldo, mentre la nosta amica giapponese Tomoko, ci ha detto che lei lo gusta freddo con la salsa di soia. Arriviamo, infine, al seitan, ricavato dal glutine del grano, è veramente ottimo al palato.
Dopo queste precisazioni, che non ci crederete, ci hanno ispirato qualche riflessione che pubblicheremo prossimamente, eccovi la ricetta del giorno. Come sapete, per noi, la domenica equivale a “voglia di far nulla” ovviamente anche in cucina! Quindi, anche oggi, non ci smentiamo e vi proponiamo la “solita minestra” o no?
Minestra di zucca
Ingredienti per 4 persone:
500 g di zucca
1 patata
2 zucchine
sale
olio extravergine di oliva

Preparazione:
pulite le zucchine e affettatele con la mandolina.
Pelate la patata e la zucca, tagliatele a pezzettoni. Mettetele in una casseruola con 200 ml di acqua, salate e fate cuocere 15 minuti. Togliete dal fuoco.
Passate al mixer, rimettete al fuoco ed aggiungete le zucchine, cuocete per 5 minuti.
Servite caldo, condite con olio extravergine d’oliva e se desiderate spolverizzate con parmigiano grattugiato fresco.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

sabato 20 novembre 2010
Mi suona strano scrivere qui “da noi” in Piemonte, perchè qui, purtroppo, pur essendoci nata, non mi sono mai sentita a casa mia, ma questa ormai è storia vecchia! Beh stavamo dicendo, qui da noi questo dolce si chiama Bunet, sarebbe l’antenato del budino senza addensanti, né gelatine. Come sempre ognuno ha la propria versione, noi vi proponiamo la nostra collaudata ormai da anni.

Budino agli amaretti
Ingredienti:
5 uova
120 g di zucchero
½ litro di latte
100 g di amaretti
3 cucchiai di cacao amaro
½ bicchierino di rhum
Per il caramello:
3 cucchiai di zucchero
1 di acqua

Preparazione:
sbattete in una terrina le uova con lo zucchero finchè saranno ben gonfie e spumose. Aggiungetevi il latte tiepido, gli amaretti sbriciolati, il cacao setacciato e il rhum.
Fate caramellare nello stampo 3 cucchiai di zucchero e il cucchiaio di acqua e fate scorrere il caramello sul fondo e sulle pareti in modo da ricoprire uniformemente.
Versatevi dentro il composto e fate cuocere a bagno maria in forno a 180° per un’ora.
Togliete dal forno e fate raffreddare.
Mettete in frigorifero servite a temperatura ambiente o freddo.
Al momento di servire rovesciate su un piatto da portata.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.
venerdì 19 novembre 2010
La sera di San Martino la signora Tita, mamma della mia cara amica Giuditta, ci ha dato “belle calde” queste zeppole, quelle rotonde vuote si possono anche passare nello zucchero, e le altre allungate ripiene di acciughe. In Calabria si ha l’usanza di mangiarle sorseggiando il vino novello proprio l’11 novembre.
Oltre a queste delizie ci hanno dato anche olive e zucca e questi dolcetti squisiti ripieni di fichi, noci, caffè ed altre delizie.
Ci è venuto da sorridere nel pensare che noi siamo gli ospiti invisibili, praticamente è come se fossimo presenti alla loro tavola, anche se fisicamente non è così.
Vogliamo ringraziarle nel far si che a casa nostra arrivi, puntualmente, il loro calore umano, la loro semplicità e soprattutto il loro affetto.
Sottovalutiamo dei meri gesti che, invece, significano molto per chi li riceve e li sa guardare con occhio attento.
Tutto questo per dirvi che, a volte, basta poco per far capire a qualcuno che lo stai pensando e che gli vuoi bene. Grazie per averci scaldato il cuore colmando spirito e corpo!



Ed ora ecco la ricetta del giorno, un po’ insolita, ma buona, buona.

Seitan sandwich
Ingredienti per 4 persone:

8 fette di seitan
2 pomodori tondi
70 g di formaggio di capra
3 cucchiai di panpesto
20 g di prezzemolo
olio di oliva

Preparazione:
tagliate in due ogni fetta di seitan.
Pulite, lavate e tagliate a fette i pomodori.
Tagliate a fette il formaggio di capra.
Lavate, asciugate e tritate finemente il prezzemolo e mescolatelo al panpesto.
Su ogni fetta di seitan mettete il pomodoro, il formaggio di capra e una fetta di seitan.
Cospargete con il panpesto e il prezzemolo, condite con un filo d’olio e fate cuocere in forno a 180° per 20 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

giovedì 18 novembre 2010
Durante questo blog abbiamo ringraziato molte persone ed ora è venuto il momento di … (rullo di tamburi) … Ylenia. Se ci chiedessero di proporre una similitudine, la paragoneremmo a una gardenia esclusiva dal profumo inebriante, ad un cottage inglese denso di accogliente atmosfera, ad un verde paesaggio scozzese dalle mille sfumature, ma tutto questo non le rende giustizia. Lei è Yle, vive distante da noi, non la conosciamo personalmente, ma questo poco importa. Ci è subito apparsa come una persona speciale, ricca di umanità, nonostante la sua giovane età, capace di trasmettere con le sue parole, le sue ricette: tutto quello di cui hai bisogno in ogni momento della tua vita e cioè calore, affetto, comprensione … noi, cara Yle, ti vediamo così positiva, forse, a volte pensierosa, ma tutti i tuoi eventuali crucci sappiamo li tieni tra te e te, al mondo fai sempre vedere il tuo lato solare e di questo ti ringraziamo.
Magali ed io all’unisono ti diciamo grazie per essere così lontana, ma vicina, così sconosciuta, ma conosciuta, così sempre al nostro fianco.
La pelosotta mi suggerisce di dirti che quando rifarai il fritto misto della cenetta romantica di invitarci che noi prendiamo il primo aereo e arriviamo al volo!

Oggi vi proponiamo questa ricetta, inventata al momento, per non proporre al carnivoro di casa sempre la solita bistecca!

Maiale aromatico
Ingredienti per 4 persone:
700 g di filetto di maiale in un solo pezzo
2 bicchierini di Pastis
erbe di Provenza: (origano, santoreggia, lauro, timo, basilico, rosmarino)
olio di oliva
sale

Preparazione:
passate il filetto nelle erbe mescolate con il sale, facendo attenzione a farle aderire bene alla carne.
In una casseruola con dell’olio fate rosolare il filetto da ambo le parti, aggiungete il pastis e fate cuocere a fuoco basso per 40 minuti circa. (il filetto di maiale è tenero, il tempo di cottura dipende dal gusto personale).
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

mercoledì 17 novembre 2010
Innanzitutto un messaggio di Magali per una nostra cara amica del blog “Pane, burro e zucchero”, che oggi le ha dedicato una ricetta, la pelosotta si sente onorata e non sta più nella pelliccia dalla gioia!
Ogni volta che ci ritroviamo a scrivere la nostra “ante” ricetta ci sembra veramente impossibile, che le dita di Helga scorrano così rapidamente sulla tastiera, (Magali, come ha ribadito più volte, ha le zampotte troppo grandi per i tasti) e che abbiamo sempre qualcosa da dire, da raccontare, un entusiasmo rinnovato quotidianamente tra noi e voi.
In effetti l’altro giorno scrivevo ad una cara amica che ha commentato una ricetta, dicendole che ci sembra impossibile che qualcuno ci legga … in effetti questo per noi è un po’ una magia, noi siamo, qui scriviamo solitamente dal soggiorno (o meglio Helga scrive e Magali il più delle volte dorme beatamente sul divano, anche perché si è già stancata troppo in cucina), e poi poco dopo, voi, vicini e lontani, vedete cos’abbiamo combinato, quale altra idea strampalata ci possa essere venuta in mente …
Se vi soffermate per un attimo tutto questo è miracoloso

Oggi è il giorno del pesce, preferito da Magali, e per l’occasione ha preparato questa ricetta, semplice, rapida, ma inusuale.

Capesante e gamberi
Ingredienti per 4 persone:
16 capesante
150 g di gamberetti sgusciati
2 cucchiai di panna da cucina
½ bicchierino di calvados
1 noce di burro
sale
pepe

Preparazione:
fate sciogliere il burro in una padella antiaderente, aggiungete la panna e il calvados, mescolate e aggiungete i gamberetti e le capesante, fate cuocere per 5 minuti, salate e pepate.
Se volete “dare fuoco” non aggiungete la panna, ma solo il calvados.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

martedì 16 novembre 2010
Ecco qui di nuovo la micina del mare, ho ancora qualche foto da pubblicare dell’ultima volta che sono andata a trovare Giacomo. Lei ormai è “vecchietta” e qui non aveva ancora la pelliccia fitta invernale.

Oggi mentre cucinavamo riflettevamo su tante cose, sulla nostra vita, su quanto io sia strampalata ed alla fine concludevamo il tutto ringraziando di cuore per il nostro modo di vivere.
Dire che abbiamo tutto ciò che desideriamo, può sembrare impossibile, e forse esprimere il concetto che non abbiamo desideri appare arido, ma, in effetti, è così.
Abbiamo tantissimi sogni, questo sì. La differenza sta nel fatto che il primo lo si vuole ardentemente, lo si brama, il secondo invece è avvolto dalla magia, la sua realizzazione non ne inficia minimamente il suo fascino.
Il sogno innesca un meccanismo di fantasia, di ricerca, di entusiasmo, una curiosità per la novità … e questo non fa altro che rispecchiare il nostro essere … il solo scriverne, per noi, è come essere avvolti da una nuvola di zucchero filato, in cui ci sentiamo libere, felici e, soprattutto, al di fuori dal mondo
Beh ora torniamo in cucina e vi presentiamo la ricetta …


Bavette spada e rucola
Ingredienti per 4 persone:
320 g di bavette
2 fette di pesce spada
500 g di pomodori pachino
100 g di rucola
30 g di pinoli
1 spicchio d’aglio intero
olio di oliva

Preparazione:
private ogni fetta di pesce della pelle e tagliatele a piccoli pezzi.
Lavate, asciugate e tritate finemente la rucola con i pinoli.
Lavate, asciugate i pomodori e tagliateli a metà.
Pelate lo spicchio d’aglio e fatelo soffriggerlo in una padella antiaderente con un po’ di olio, aggiungete i pomodori, salate e fate cuocere per 20 minuti. Aggiungete il pesce e la rucola tritata e fate cuocere 5 minuti.
Fate cuocere la pasta in acqua abbondante salata, scolate e fate saltare la pasta con il sugo.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

lunedì 15 novembre 2010
Eccomi qui … ieri sono andata un po’ di corsa. Ho partecipato insieme a Fabio alla Stratorino, una corsa cittadina di poco più di 7 km. Magali, ovviamente, ha preferito stare a casa. Eccomi qui dopo il traguardo.
In effetti ho rilevato due cose molto importanti: la prima che il fatto di essere in molti uniti da uno stesso fine, crea una bella atmosfera e la seconda che muoversi fa veramente bene, anche se il tempo è grigio, manda via l’eventuale cattivo umore, unico neo “costa fatica!”.

La ricetta di oggi me l’ha data una nostra amica, che colgo l’occasione per salutare, gliel’aveva preparata un suo amico farmacista … da qui il nome molto fantasioso di quest’antipasto. Ve lo consigliamo vivamente.



Antipasto del farmacista
Ingredienti per 4 persone:
4 gambe di sedano
2 manciate di olive nere denocciolate
5 filetti di acciughe sott'olio
4 cucchiai di funghi sott'olio quelli tipo chiodini
4 uova (1 a persona)
sale
olio di oliva
2 cucchiaio di aceto bianco
1 cucchiaio di vino bianco

Preparazione:
tagliare il sedano sottile, le olive in quarti, le acciughe in pezzetti piccolini; mettere il tutto in una insalatiera con i funghi e condire con sale, olio, un po' di aceto bianco e un po' di vino bianco.
Preparare le uova in camicia.
Su ogni piatto adagiate uno o due cucchiai di insalata di sedano, aggiungete l'uovo in camicia.
Si gusta immediatamente con l'uovo ancora caldo il cui tuorlo si unisce alla verdura.
E come dice Magali “leccatevi i baffi”
domenica 14 novembre 2010
La domenica siamo carenti non ci sono riflessioni e manca la voglia di cucinare … altro che luculliani pranzi della festa! Siamo, come sempre, controcorrente!
Comunque oggi ci siamo impegnate in altro, Magali a riposarci ed Helga … domani vi svelerà cos’ha combinato!
Comunque, nonostante la fiacca, qualcosa abbiamo cucinato! Questo è un piatto che preparava mia madre, napoletana di origine, poco conosciuto nel nord Italia, ottimo come secondo, antipasto o addirittura per una picnic o da sgranocchiare durante un viaggio … come sapete quando viaggiamo in auto con noi non manca o una frittata o una torta salata, troviamo così deprimenti i panini degli autogrill soprattutto per i vegetariani.
Frittata di spaghetti
Ingredienti per 4 persone:
220 g di spaghetti
70 di fontina o altro formaggio che si fonde
basilico fresco
2 cucchiai di parmigiano grattugiato fresco
4 uova
olio di oliva
sale

Preparazione:
tritate il basilico.
Tagliate il formaggio a dadini.
Fate cuocere gli spaghetti in acqua abbondante salata. Scolateli.
In un’insalatiera sbattete le uova con il sale, aggiungete gli spaghetti , il formaggio a dadini, il basilico, il parmigiano e amalgamate.
In una padella antiaderente fate riscaldare un po’ di olio di oliva e mettete la preparazione.
Fate cuocere a fuoco basso e dopo circa dieci minuti, quando la preparazione ha preso consistenza, giratela dall’altro lato con l’aiuto di un coperchio e fate cuocere per altri 10 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.
sabato 13 novembre 2010
Eccoci qui con il dolce, che vi consigliamo di provare, è una ricetta che abbiamo tratto da un vecchio numero di “Cucina Italiana” e l’abbiamo già preparato parecchie volte, la troviamo ottima, ed, anche se la preparazione è molto differente, come gusto la potremmo definire quasi tarte tatin. L’ideale sarebbe accompagnarla con della panna acida, ma purtroppo non ne avevamo.

Torta quasi tatin
Ingredienti per una tortiera da 31 cm di diametro:
1 kg di mele renette
100 g di farina
100 g di zucchero
100 g di burro
100 g di latte
1 uovo
1 bustina di vanillina
½ bustina di lievito

Preparazione:fate scaldare il latte e fate sciogliere il burro. Lasciate intiepidire.
Pelate, pulite e tagliate sottilmente le mele.
In una terrina sbattete l’uovo con lo zucchero, aggiungete la farina setacciata con il lievito e la vanillina, amalgamate bene, aggiungete il latte con il burro e mescolate. Aggiungete il mele e mescolate bene.
Versate il composto in una teglia foderata di carta forno imburrata e fate cuocere in forno a 180° per 45 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
venerdì 12 novembre 2010
Ieri ho dato ancora una spuntatina ai capelli e … via pezzo di vecchio colore che se ne va per dare sempre più spazio al grigio, solo che la strada è ancora lunga … Magali ed io "grigie per sempre"
La pazienza e la determinazione sono qualità che non mi mancano.
Ne parlavo con Magali e le ho detto che visto dall’esterno tutto appare semplice, ma in realtà non è facile convivere con queste diciamo “qualità”. Quando io vengo meno ad un impegno, preso anche solo con me stessa, ci sto male e quindi cerco sempre di riuscire a far tutto quello che mi sono prefissata, anche se, a volte, mi costa sacrificio.
Magali dice che le donne sono complicate, che bisognerebbe prendere esempio dai gatti: non hanno impegni, non si tingono, non si cambiano d’abito … in effetti la prossima vita rinasco micia di casa, non vi sembra un’ottima idea?

Tofu con verdure
Ingredienti per 4 persone:
350 g di tofu
2 zucchini
2 carote
2 porri
olio di oliva
sale
salsa di soia

Preparazione:
tagliate il tofu a pezzi.
Pulite e tagliate a julienne carote, zucchini e porri.
In una padella antiaderente con un po’ olio fate soffriggere i porri ed aggiungete gli zucchini e le carote.
Fate cuocere 15 minuti ed aggiungete il tofu, sale e salsa di soia, fate cuocere per altri 15 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

giovedì 11 novembre 2010
Ieri sarebbe stato il compleanno di mio padre, che ormai non c’è più da ben 15 anni, ma che avrebbe compiuto 73 anni … non volevo parlarvene … Poi oggi la saggia Magali, mi ha detto: "Perché no?" E per l'ennesima volta aveva ragione lei, in effetti esternare il pensiero per la mancanza di una persona cara, significa darle ancora vita, ricordare è importante e riuscire a percepire la presenza della persona amata, a coglierne lo sguardo, sentirne il profumo, lo è ancora di più … pensate che ho ancora una sua agendina, che portava sempre con sé, tutta avvolta nell’alluminio per conservarne il suo odore … lo so è stupido, ma quando il dolore è lacerante, improvviso, faresti qualsiasi cosa, anche la più insulsa per riuscire a sopravvivere … ed io, come molti, sono andata avanti anche se la sofferenza emotiva era così intensa da trasformarsi in acuto spasmo fisico al cuore, era come se fosse stretto in una morsa.
Non appartengo a quella schiera di persone che ama santificare chi non c’è più, mio padre era un essere umano con pregi e difetti: non aveva il senso dell’umorismo, era stonato, ma si ostinava a cantare, non era affettuoso, ma aveva due grandi doti l’intelligenza e l’onestà. Se dovessi definirlo con un solo aggettivo, la prima espressione che mi verrebbe in mente è giusto, aveva tre figlie, ma non ha mai fatto favoritismi …
Da lui ho ereditato forse troppi difetti: la testardaggine, la tenacia, la correttezza ad oltranza, ma lo ringrazio per avermi trasmesso una cosa per me importantissima: la curiosità e l’entusiasmo nell’apprendere, nell’esplorare nuovi cammini.
Vi ringrazio per avermi, come sempre pazientemente, ascoltato, ma sono certa che chiunque di voi abbia perso una persona cara, mi capirà e giustificherà questo mio scritto.
Ora torniamo in cucina: ci mancano solo 50 ricette alla fine del blog! E tutto dipende dai punti di vista, potrebbero apparire tante, ma ne abbiamo già pubblicate 315, quindi ci attende ancora un piccolo sforzo per arrivare alla meta.
Magali è sempre impegnata in prima fila … mi suggerisce sempre nuove idee e mi trasmette ogni giorno un entusiasmo rinnovato!
Ed ecco la ricetta del giorno, abbiamo provato a cucinarla con il sidro, che noi amiamo moltissimo.

Trippa al sidro
Ingredienti per 4 persone:
800 g di trippa
1 cipolla
1 bottiglia di sidro brut
timo
2 foglie di lauro
2 carote
3 mele golden
1 limone
olio di oliva
1 noce di burro
sale e pepe

Preparazione:
pelate e affettate carote e cipolle.
Tagliate la trippa a listarelle.
In una casseruola con dell’olio fate soffriggere la cipolla e aggiungete la trippa.
Bagnate con il sidro, aggiungete le erbe aromatiche e le carote, salate e pepate.
Cuocete dolcemente per 1 ora e mezza (il sidro deve essersi consumato)
Pelate e tagliate le mele in 12 parti.
Strofinatele con il limone affinchè non anneriscano.
In una padella con del burro fate cuocere le mele per due minuti.
Servite la trippa accompagnata dalle mele.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

mercoledì 10 novembre 2010
Magali ed io siamo prese da tanti obbiettivi, sogni … L’altro giorno ho chiesto a mio marito cosa pensasse di me … a volte noi stessi agli occhi altrui appaiamo molti diversi da come, invece, noi ci vediamo … va beh mi sono un po’ incasinata, ma voi sicuramente avete capito …
Beh lui mi ha definita vulcanica della seria “una ne fa e cento ne pensa” …
In effetti non posso dargli torto, io mi vedo appena normale, ma, sicuramente, paragonandomi alle persone che mi circondano sono veramente effervescente … non ambisco ad essere champagne, ma spero per lo meno spumante e non alka-seltzer!
Magali alle mie spalle sta leggendo quello che sto scrivendo e mi guarda con i suoi occhioni stralunati … ha ragione oggi sono un po’ sconclusionata … e quindi cambio argomento ….
Pubblichiamo ancora qualche scatto del nostro ultimo spostamento, ecco qui Giacomo, ignaro interprete del blog, che attende il nostro ritorno! Speriamo di riuscire a ritornare presto per vedere come sta!


Ed ecco la ricetta del giorno, ieri avevamo avanzato delle cipolline e a magali è venuta quest’idea che ho subito condiviso.


Spiedini di spada
Ingredienti per 4 persone:
300 g di pesce spada
300 g di cipolline
basilico fresco tritato
zenzero fresco grattugiato
sale
olio di oliva

Preparazione:
pelate e fate bollire tre minuti in acqua bollente salata le cipolline.
Togliete la pelle e tagliate il pesce a pezzi.
Infilate alternativamente su degli spiedini alternativamente un pezzo di pesce e una cipolla.
In un piatto mettete l’olio, il basilico e il sale e passatevi gli spiedini.
Fate grigliare per 15 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
martedì 9 novembre 2010
Le pagine del nostro blog sono piene, oltre che di sapori e colori, anche della nostra vita … di coloro che ne fanno parte, proprio, a questo proposito, oggi parlavo a Magali di una cara amica, a sua volta, la pelosotta mi ha suggerito di rendere partecipi anche voi.
E’ una persona ritrovata a distanza di anni, attraverso Facebook, una ex compagna di scuola, ma, al di là dei primi soliti ed isolati contatti del tipo “come stai?”, con lei è iniziata una corrispondenza … in effetti non ci siamo chieste nulla delle nostre vite reciproche, di come il tempo sia trascorso, ma ci siamo semplicemente ritrovate, come se ci fossimo lasciate poco tempo prima, come se sapessimo tutto l’una dell’altra ed invece sono trascorsi quasi trent’anni! Per noi è importante come siamo oggi, le nostre emozioni di oggi, interrogarci sul nostro vissuto è inutile, quello scaturisce dal raccontarci il quotidiano, dai nostri sogni …
Chiedevo a Magali, del perché, tra le molte persone del passato, solo con lei è nato questo scambio. La mia magica ed acuta assistente mi ha stupito dicendomi che, raramente, si trova un’affinità … questo mi ha portato a riflettere su questa insindacabile verità, in effetti, la mia amica ed io siamo simili, a parte l'essere concordi su molti aspetti del vivere quotidiano, di avere valori comuni, siamo riservate come due gatti … pur abitando nella stessa città non ci vediamo, perché non ne sentiamo la necessità, ognuno di noi ama stare nella sua tana ed entrare nella vita dell’altra con il passo felpato e discreto di un felino. Sono sicura che lei non si offenderà, ma anzi condividerà questo paragone.
Non posso che terminare ringraziandola per questo affetto ritrovato, per le sue mail che rispecchiano appieno il mio stile di vedere sempre l’aspetto positivo dell’esistenza, della sintonia che inaspettatamente si è creata, ma soprattutto della sua discreta ed, ormai insostituibile, presenza.
Conlcudiamo con questa foto, per noi significativa, che abbiamo scattato questa estate ...

Ed ecco la ricetta del giorno, preparata pensando un po’ ad Helga che non mangia la carne.
Soia & C.
Ingredienti per 4 persone:
320 g di fusilli
soffritto tritato di prezzemolo, sedano, cipolla, rosmarino
50 g di fiocchi di soia
4 dl di brodo vegetale (potete usare un dado)
1 bicchiere e mezzo di vino rosso
2 carota
2 zucchine
100 g di cipolline pelate
sale
olio di oliva

Preparazione:
pelate le carote, pulite le zucchini, lavatele, asciugatele e tagliatele con la mandolina.
Lavate e asciugate le cipolline.
Cuocete i fiocchi di soia nel brodo vegetale, circa 10 minuti dall’ebollizione. A fine cottura scolateli bene.
Mettete il soffritto in una padella o un salta pasta con un po’ di olio di oliva.
Aggiungete la soia, il vino e fate evaporare dolcemente. Fate cuocere per circa 25 minuti.
Aggiungete le cipolline e fate cuocere altri 10 minuti.
Aggiungete le carote e gli zucchini e fate cuocere altri 10 minuti.
Fate cuocere i fusilli al dente, scolateli e fateli saltare nel sugo.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.
lunedì 8 novembre 2010
Sono contenta che amiche che mi seguono ogni tanto facciano qualche nostra ricetta, è come entrare un po’ a far parte della loro vita! Vi ringraziamo per darci fiducia! Scusate se l’ante ricetta è rapido, ma le dita devono scorrere velocemente prima di qualche patatrac! Promettiamo riflessioni nei prossimi giorni!
Riprendendo il discorso di ieri sulle ricette tradizionali, vi presento il mio “cavallo di battaglia”, credo che se mi chiedessero che piatto sei, dovrei rispondere obbligatoriamente insalata russa!
Quando preparo la maionese, per l’insalata russa, uso l’uovo intero freddo di frigo e la faccio con il frullatore a immersione. Alle verdure se volete potete aggiungere anche dei fagiolini, secondo la stagione.

Insalata russa
Ingredienti per 8 persone:
300 g di carote
300 g di patate
250 g di piselli surgelati
1 scatola di tonno
olio di semi di mais o di girasole
2 uova intere
il succo di un limone
3 cucchiai di aceto
sale

Preparazione:
pulite e pelate le carote e le patate e fatele cuocere insieme in acqua salata con l’aceto.
A parte cuocete i piselli in acqua bollente salata acidulata.
Scolate le verdure e fatele raffreddare.
Preparate una maionese con il frullatore ad immersione aggiungendo lentamente l’olio. Alla fine aggiungete il succo del limone e il tonno sgocciolato, azionate ancora il frullatore per tritare il tonno. Regolate di sale.
Tagliate le verdure a dadini e condite con la maionese.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 7 novembre 2010
Il nostro pc detto anche piccì (licenza poetica del pescatore di perle) contina un po' a fare etcccì, ma Fabio lo sta curando e di questo lo ringraziamo!
Ecco qui un’altra ricetta che fa parte della tradizione, ma che ognuno cucina a modo suo! Ecco qui come noi prepariamo questo dolce di cui Fabio è golosissimo.
Siamo sempre qui con mezzi di fortuna …


Tiramisù
Ingredienti per una teglia grande:
63 biscotti savoiardi (3 strati da 21 savoiardi)
6 tazzine di caffè freddo (potete usare anche il decaffeinato)
2 tazzina di acqua
500 g di mascarpone
4 uova
10 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di cacao amaro

Preparazione:
sbattete i tuorli con 6 cucchiai di zucchero finchè non diventa più chiaro. Aggiungete il mascarpone.
Montate gli albumi a neve ben ferma ed aggiungeteli alla crema di mascarpone mescolando dall’alto verso l’alto.
In un’insalatiera mettete il caffè, l’acqua e 4 cucchiai di zucchero. Inzuppate uno per volta i savoiardi. Mettete nella teglia uno strato di savoiardi di 21 savoiardi alternato ad uno di crema e terminate con uno strato di quest’ultima.
Spolverizzate con il cacao amaro.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.

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