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Magali

Magali
mercoledì 20 novembre 2013
Credo che le persone intelligenti sappiano cogliere gli eventi della vita, sia che colpiscano direttamente o indirettamente, come insegnamento costruttivo per migliorarsi, altrimenti crescere, invecchiare non avrebbe senso ... Cerco da tempo di avere uno spirito allegro, di essere contenta solo per il fatto di alzarmi la mattina, ma a volte sono presa un po' dal vortice delle preoccupazioni, ma dall'inzio della settimana ho deciso che 

e così ogni giorno anche se può accadere qualcosa di triste cerco un raggio di sole e non ci crederete, ma riesco a trovarlo, d'ora in poi ogni giorno sarà "a good day" semplicemente perchè esisto.
Quando scrivo qui sul blog, il più delle volte, non penso che qualcuno mi leggerà, per me è come un diario in cui appunto i miei pensieri, le mie riflessioni, proprio stamattina pensavo che sarebbe bello riuscire ad esternare ciò che si ha nel cuore, ma non è sempre semplice, perchè non sempre gli argomenti sono allegri, ma, in definitiva,  fanno parte della vita.
Essere vivi e avere il coraggio di abbandonare volontariamente la scena dell’esistenza, questa è la riflessione  di oggi … non riguarda me in particolare, ma questo argomento evoca ricordi lontani sopiti e tutto si mescola con la realtà odierna. Persone che decidono volontariamente di andarsene per svariati motivi che noi possiamo solo lontanamente immaginare, tormenti che rendono loro quest’esistenza non più degna di essere vissuta, condannabili dalla morale cattolica, sono per me esseri umani che sicuramente non avevano questo nei loro progetti, ma la durezza del loro vivere li ha portati a prendere questa decisione e io dico, anzi grido:”Chapeau”, perché hanno avuto il coraggio di scegliere, di non trascinare un vivere per loro impossibile.
E io ora come tempo fa rimango attonita, perché quando qualcuno se ne va è sempre una mancanza, ma quando se ne va così, senti un dolore sordo al cuore e ti domandi se potevi fare qualcosa in più …
Questa è una domanda banale, perché la vita semplicemente segue il suo corso, a volte siamo i protagonisti a volte solo le comparse.
Mi sono tornate alla memoria queste parole che trovo bellissime che lessi al funerale di mio padre, le scrivo dicendo semplicemente "Bon voyage, ma chère amie"

La morte non è niente.
Non conta.
Io me ne sono solo andata nella stanza accanto.
Non è successo nulla.
Tutto resta esattamente com’era.
Io sono io e tu sei tu e la vita passata
che abbiamo vissuto così bene insieme
è immutata, intatta.
Quello che siamo stati l’uno per l’altro,
lo siamo ancora.
Chiamatemi con il mio vecchio nome.
Parlate di me con la facilità che avete sempre usato.
Non cambiate il tono della vostra voce.
Non assumete un’aria forzata di solennità o di dolore.
Ridete come abbiamo sempre riso
degli scherzi che facevamo insieme.
Sorridete, pensate a me e pregate per me.
Fate che il mio nome rimanga per sempre
quella parola familiare che è stata.
Pronunciatelo senza sforzo,
senza che diventi l’ombra di un fantasma.
La vita significa tutto ciò che ha sempre significato.
È la stessa che è sempre stata.
C’è una continuità assoluta, ininterrotta.
Cos’è questa morte se non un incidente insignificante?
Perché dovrei essere lontana dal vostro cuore
dal momento che non sono con voi?
Vi sto soltanto aspettando da qualche parte,
molto vicino, appena svoltato l’angolo.
Va tutto bene.
                                 
Henry Scott Holland

E così che ho sempre immaginato chi mi ha lasciato, che sia semplicemente nella stanza accanto.
Ed ora il raggio di sole! E' uscito il libro dell'MTC "L'ora del patè", voglio ringraziare Ale e tutta la squadra che ha partecipato alla realizzazione di quest'opera che ha coinvolto e reso felici tante persone, me compresa. Ognuna di noi ha la propria realtà, ambizioni e caratteri differenti, ma siamo tutte unite in questa fantastica avventura: "Grazie, Ale". E voglio anche ringraziare sia Ale che la vincitrice mensile che nonostante i loro impegni passano sempre da noi a commentare e questo ci fa molto piacere!
Ed ora un altro raggio di sole:  ho partecipato ad un concorso fotografico che ha come tema l'estate e sono tra i dieci finalisti  e questa per me è già una grande soddisfazione.
Ed eccoci ad un'altra ricetta per l’MTC di questo mese, ormai Magali ha preso il sopravvento e non riesco più a fermarla ...
Protagoniste le castagne e ringrazio  Serena, la signora Pici e Castagne, vincitrice del mese scorso per aver scelto un tema e non una ricetta specifica, molto più consona al nostro spirito libero.
Ed ora ecco cosa si è inventata Magali!



Galettes castagnate
Ingredienti per 8 galettes grandi:
65 g di farina di castagne
65 g di farina 00
2 uova
200 g di latte
20 g di burro
una presa di sale
8 fette di prosciutto cotto affumicato
4 uova
Cantal o formaggio di montagna stagionato
8 cucchiai di crème fraiche épaisse o mascarpone
erba cipollina
sale
pepe
miele
aceto balsamico o aceto di vino rosso

Preparazione:
in un’insalatiera mescolate le uova con la farina setacciata e un pizzico di sale, dopo aggiungete dolcemente il latte e il burro fuso. Amalgamate bene il composto.
In una padella antiaderente su un fuoco vivace passate velocemente il burro per ungere. versate due cucchiai di composto e muovete in modo che tutto il fondo sia ricoperto da uno strato fine di preparazione.
Fate cuocere un minuto da ogni lato.
Mettete la galette in padella sul fuoco, mettete due fette di prosciutto, abbondante formaggio grattugiato, ripiegate i bordi, rompete un uovo al centro, spolverizzate di pepe e lasciate che l’uovo si rapprenda. Se preferite potete friggere l’uovo, contemporaneamente, ma in un’altra padella.
Mettete un’altra galette in padella, in una metà mettete 2 cucchiai di crème fraiche o il mascarpone, il formaggio a fettine sottili, l’erba cipollina tagliata e spolverizzate di pepe, ripiegatela in due. Prima di servire irroratela con miele mescolato con un cucchiaio di aceto.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”


7 commenti:

Andrea ha detto...

Brava, anch'io mi sento felice per il solo fatto di essere ancora qui! E ogni giorno deve avere il suo pur piccolo raggio di sole, però bisogna togliersi gli occhiali scuri ed affrontare la vita con uno spirito nuovo!
Molto originali le tue Galettes castagnate, chissà che buon sapore! Un abbraccio

Pinko Pallino ha detto...

Sulle galettes posso solo dire che apprezzo davvero l'idea, io le ho fatte sempre con il grano saraceno, ma così sembrano davvero golose...sulle tue riflessioni preferisco il silenzio....
A presto!!

la signorina pici e castagne ha detto...

oooooh là là!!!
all' inizio pensavo che fosse un dolce, abbi pazienza, senza occhiali...
poi ho realizzato invece che è un capolavoro di cucina salata : )))
non conosco il cantal ma posso provare ad immaginare il sapore di questa galette con il prosciutto affumicato e lafarina di castagne...
non hai fatto una osa facile, lo sai vero???
preparare delle galettes con la farina di castagne è un' impresa non da poco, e tu devi essere molto molto molto fiera di te!

Francy BurroeZucchero ha detto...

Carissima Helga, ho letto con commozione l'introduzione del tuo post. Condivido ciò che hai detto, la morte resta comunque un evento tragico, ma ancor più se provocato dalla persona stessa, che non è più riuscita a trovare "il suo raggio di sole" per molto tempo.. il tuo atteggiamento riassunto sul "keep calm" è il più giusto ovviamente, ma anche il più difficile. Presi come siamo da preoccupazioni, stress, ansia e mille impegni, perdiamo di vista le cose più importanti. La conoscevo la poesia che hai riportato, l'hanno letta al funerale di una mia amica, morta prematuramente lo scorso marzo. E' molto bella anche se occorre uno sforzo e una sensibilità particolari per farla propria e crederci veramente. Questo te lo volevo dire. Ora veniamo alla tua ricetta, che mi piace moltissimo! trovo che sia tutto perfetto dall'equilibrio dei sapori alla presentazione! tu e Magali avete fatto un capolavoro di gusto! un abbraccio cara e a presto! ps: scusa le "chiacchiere"!

elenuccia ha detto...

Quando la giornata va un po' storta mi sforzo di pensare a tute le cose belle che ho, e a quanto sono fortunata a stare bene, ad avere una famiglia che mi vuole bene, ad avere due nipotine stupende etc.
Purtroppo si tende a vedere sempre le cose brutte e a non valorizzare invece tante cose, magari anche piccole, che danno senso alla nostra vita.
Ma non mi sento di giudicare persone che volontariamente decidono di andarsene. Mai ergersi a giudici delle azioni degli altri. Su questo punto sono una fervente "democratica", rispetto le scelte degli altri.

La poesia è bellissima, non la conoscevo e ti ringrazio di avercela donata. E' bellissima, dolce, e trasmette tanto amore. Mi ha riscaldato il cuore

sississima ha detto...

hai ragione, da ogni evento della vita, anche se negativo, bisogna cogliere degli insegnamenti...passa da me, c'è un premio che ti aspetta, un abbraccio SILVIA

Alessandra Gennaro ha detto...

Commento, sì, ma in ritardissimo! Stavolta mi ha messo ko l'infuenza ( o meglio: la ricaduta della ricaduta) e sto cercando di recuperare solo adesso. Finora, nessuno aveva ancora pensato alle galettes e, a pensarci bene, nn potevi essere che tu ad inaugurare questo "filone": perchè mi auguro che siano in tanti a cogliere un'idea che è assolutamente in tema con la sfida, oltre che versatile e capace di adattarsi a tante soluzioni. in una parola, un'idea vincente! complimenti davvero!

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