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Magali

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domenica 31 marzo 2013
Eccomi qui di corsa, come sempre direte voi, non è una novità dice Magali, sono fatta così dico io, non amo la staticità, sono appena arrivata da Parigi e non ho voglia di pubblicare una ricetta, ma non potevo non augurarvi una Pasqua Serena e ho scelto questa immagine che pensate un po' è una crezione in cioccolato. se siete curiosi potete andare a vedere qui , fa parte di una serie di dolcezze "haute couture". Al di là di tutto la trovo divertente!
Marcher sur des oeufs - Jean-Paul Hévin

Ho avuto giorni freddissimi e frenetici, quando sono via mi muovo all'ennesima potenza e, mi rendo conto, di fare quello che a Torino abitualmente faccio in tre mesi! A parte il lavoro, è una città sempre ricca di cose da vedere, di spunti, di originalità, in cui, ogni volta, conosco gente nuova e simpatica. Tutti sono disponbili, aperti, con questo sfato il mito che il parigino sia una persona distaccata e snob, ma su questo ho ancora tanto da dire.
Magali, ospite di Dada la mia amica, che abbiamo soprannominato Pensione Paradiso, perchè quando fa lì fa veramente la bella vita, per ringraziarla le ha scritto queste poche righe, che siccome l'hanno fatta ridere ve le ripropongo in tutta umiltà, detto tra noi, considerate che le ha scritte un gatto! (è citato anche Nicola, fidanzato di Dada, l'arpia sarei io, perchè tengo Magali calibrata nel cibo!)

Quando Helga un po' va via
lei mi porta da mia zia
Il cibo è a volontà
e io sto come un pascià
Sul letto e la poltrona
faccio proprio la pigrona
L'accoglienza è sopraffina
e mi trattan da regina
Alla pensione paradiso
ho ritrovato il mio sorriso
Con zia Dada e zio Nicola
io mi sento meno sola
Li ringrazio con affetto+ per dividere anche il letto
Non vorrei mai andare via
e tornare dall'arpia
                       Magali
sabato 23 marzo 2013
Questa volta dedico la ricetta del giorno a coloro che sono imprigionati in un vortice indescrivibile di pressioni a cui non riescono a sottrarsi, a coloro che difficilmente parlano veramente a fondo di sè, perchè chi crederebbe? A coloro che, nonostante tutto, hanno ancora la forza di sperare, sognare, credere, andare avanti, a coloro che attraverso le parole sanno trasmettere emozioni, sanno toccare le corde profonde dell'anima, a coloro che amano i colori, la vita, a coloro che riescono a vedere sempre l'arcobaleno, a coloro che riescono a ridere e che, in fondo, sanno ...
Questa volta la ricetta la dedico a me ...
Eccoci per il consueto e piacevole appuntamento con Cinzia e Valentina .
I colori di questo mese sono il bianco e il giallo ed era gradito un riferimento alla prossima Pasqua, quindi ho sono andata da Magali e le ho chiesto consiglio, perchè avevo in testa una parte della ricetta, ma non riuscivo a trovare un abbinamento idoneo e ancor più un riferimento alla Pasqua. Lei, sfoderando la sua proverbiale pazienza, (immaginate quanto possa interessare a una gatta la cucina ...) mi ha detto: "Sei una persona particolare, ormai tutti lo sanno, quindi non puoi far altro che fare quello che fai di solito, usare la tua fantasia!". Bel consiglio, sembra facile e poi ad un tratto come mi accade sempre, si è accesa la lampadina, quindi presento questa ricetta inusuale per una Pasqua diversa dal solito, per questo motivo partecipo anche al contest di Dana.
Era da un po' di tempo che volevo fare il lemon curd, ma contando che non amo molto le creme al limone e che quest'anno, non so come mai mangio due pompelmi al giorno, ho deciso di fare il grapefruit curd, quindi la parte "gialla" era sistemata, ma la bianca? Boh. Girovagando nella blogosfera ho trovato da Emanuela questi biscottini al cocco che mi sconfinferavano (che bello il termine sconfinferare!) e così ho iniziato l'impresa, ma non è finita qui. Volevo fare dei biscotti a ovetto ... invece pur avendo fatto delle palline, nel forno si sono tutti stesi ... a forma di biscotto rotondo ovviamente. Ovviamente non mi sono persa d'animo, ho aggiunto, ad occhio, un pochino di farina e ho fatto altre palline (per fortuna avevo infornato metà dell'impasto) che ho fritto e questo è il risultato. Dimenticavo la cosa più "goduriosa" è pucciare le "uova" dentro il grapefruit curd!



Un nido speciale - Ovetti con grapefruit curd
Ingredienti per 6 persone:
per il grapefruit curd:
20 g di succo di pompelmo
Zeste di mezzo pompelmo
2 uovo
40 g di burro
70 g di zucchero

per gli ovetti:
150 g di farina 00 io ne ho usata un po’ di più
100 g di farina di cocco
125 g di zucchero semolato
1 uovo + 1 tuorlo
100 g di yogurt al cocco (io ho usato yogurt bianco)
2 cucchiai di olio di semi di mais
1pizzico di lievito per dolci
qualche cucchiaio di latte (solo se serve, io non l’ho usato)
olio di oliva per friggere

un albume
un pochino di farina di cocco

per la presentazione:
3 pompelmi

Preparazione:
lavate bene i tre pompelmi, tagliateli a metà e scavateli bene.
grapefruit curd:
lavare bene il pompelmo, ricavare la buccia grattugiata dalla metà di uno di questi.
Mettete le uova sbattute, lo zucchero, il succo di pompelmo e il burro a pezzetti in una piccola insalatiera e mescolate, aggiungete la buccia grattugiata. Mettete l’impasto in un pentolino e poi su una casseruola dove ci sia dell’acqua bollente, fate attenzione che il fondo non tocchi assolutamente l’acqua. Mescolate finchè il composto non sia caldo, poi utilizzate una frusta, finchè la crema non si ispessisce. Versate un po’ di crema sul fondo di ogni pompelmo, serbatene un po’ per decorare.
Ovetti:
mescolate le due farine e disponetele a fontata con il lievito. Al centro raccogliete le uova, lo zucchero, lo yogurt, l'olio e iniziate ad impastare. Formate una palla, avvolgetela con della pellicola e la riponetela in frigo per una mezz'ora.
Trascorso il tempo riprendete l'impasto e formate delle palline.
In una casseruola alta mettete dell’olio di oliva e friggete. La cottura degli ovetti è rapidissima.
Metteteli su una carta assorbente.
In una scodella sbattete un albume, passateci rapidamente gli ovetti, fateli poi passare nella farina di cocco.
Disponete gli ovetti nei pompelmi e guarnite con la crema.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 17 marzo 2013
Mi appare sempre come una sorta di magia quando anche i semplici eventi si concatenano … Vi parlo oggi di questo film

Un film molto faticoso, ho pensato a lungo all’aggettivo con cui definirlo in modo esaustivo, e questo è veramente il più azzeccato che potessi trovare. Non credo avrà molto successo “di pubblico”, perché affronta il tema della malattia mentale, dello squilibrio, in certi frangenti, come accade nella realtà, portato all’eccesso.
Il personaggio principale Pat è affetto da disturbo bipolare, non rammenta di essere stato in cura per quattro anni in un ospedale psichiatrico, crede siano passati solo pochi mesi ed è fermamente convinto a riconquistare l’ex moglie.
Pat incontra Tiffany una giovane donna, anch’essa problematica che promette di aiutarlo in quest’impresa in cambio che lui partecipi con lei ad una gara di ballo. Questa competizione per lei rappresenta un modo terapeutico per scaricare tutta la rabbia che ha accumulato in seguito alle dure prove che la vita le ha inferto. Pat all’inizio è riluttante, ma poi anche per lui l’impegnarsi in questa competizione diventa un modo per dimostrare qualcosa, per comprendere veramente i propri sentimenti.
Caratterizza questo film, che consiglio vivamente, l’enfatizzazione del lato positivo del vivere quotidiano, ma soprattutto l’istinto e l’entusiasmo che dovrebbero essere la guida della nostra esistenza.

Ed eccoci alla ricetta di oggi, un’altra versione della fideuà, questa volta Magali ha deposto il cucchiaio di legno e me l’ha dato a mo’ di scettro, confida ancora nelle mie capacità o meglio in qualche cellula cerebrale che ancora esiste pulsante ed attiva …
L’ispiratrice di questa ricetta è stata Stefania, (vi consiglio di provare l'emozione che trasmette la sua voce) una mia amica: sono passata come d’abitudine il sabato mattina dal suo negozio e ne sono uscita, dopo soli dieci minuti, veramente contenta, felice nel vedere una persona così vitale, entusiasta, pronta a buttarsi nelle avventure, grandi o piccole, possibili o impossibili, una temeraria della vita, un’istintiva come lo sono io, carica di energia, entusiasmo, pronta a ricercare e a cogliere sfide e sogni che rappresentano per lei, come per me, linfa vitale.
Voi direte, ma che cosa c’entra con la ricetta di oggi? E invece sì, perché la preparazione di oggi è stata dettata dal mio istinto, senza seguire nessun canone, se non il mio fiuto, vi assicuro che il risultato al palato è stato ottimo.
Ho seguito le linee guida di Mai , ormai presenza insostituibile nella mia cucina, e quindi partecipiamo ancora una volta sempre con piacere all'MTC
E dettata dall'istinto e dall'entusiasmo ecco questa versione che dedico alla mia cara amica Stefania!



La fideuà dell'entusiasmo - Pensando a Stefania
Ingredienti per 4 persone:
350 gr. di "fideus"
4 cipollotti freschi
2 cespi di radicchio rosso
150 g di taccole
8 scampi
½ cucchiaino di curcuma
½ cucchiano di zenzero
sale
olio extra vergine
4 panini rotondi di circa 18 cm di diametro

brodo:
1 cipolla media
1 carota
1 gamba di sedano
1 zucchino
aqua, sale

per la salsa:
1 vasetto di yogurt bianco
la parte verde di due cipollotti freschi
½ cucchiaio di vaniglia
sale

Preparazione:
mettere le verdure pulite per il brodo in una pentola piena d'acqua fredda (2 l.). Portare a ebollizione, cuocere per 30 minuti. Dopo filtrare e tenere da parte in caldo.
Pulite i cipollotti e tagliateli a pezzi di circa 3 cm nel senso della lunghezza.
Pulite le taccole.
Pulite il radicchio e tagliatelo a strisce.
Nella "paella" scaldare un filo d'olio, versarci i fideus e farli tostare il più omogeneamente possibile, devono diventare sul marroncino ma attenzione a non bruciarli troppo. Poi mettere da parte.
Aggiungere olio alla paella e fate soffriggere, metà dei cipollotti, dopo un minuto aggiungete le taccole, ed infine il radicchio salare verso la fine e mettere da parte. Se necessario aggiungete un po’ di brodo. Conviene munirsi di un recipiente, meglio con coperchio, per preservare le verdure cotte e mantenerle calde.
Fate soffriggere nell’olio l’altra metà dei cipollotti, quando il soffritto ha cambiato colore, si è ridotto e addensato, versare la curcuma e lo zenzero sciolti con un filo di brodo, amalgamate. Dopo di che va versato il brodo, il sufficiente a coprire a pena a pena la pasta quando la andremo a buttare. Dovrete regolarvi a secondo la pentola o padella che avete a disposizione, ma meglio se questa è bassa e larga.
Quando il brodo comincia a sobbollire buttare la pasta, disporla omogeneamente su tutta la padella. Qui vanno controllati i tempi di cottura della pasta, la mia era 8 minuti, dopo i primi 5 minuti che cuoceva la pasta ci ho aggiunto le verdure e cotto fino ai 3 minuti restanti.
Affettate sottilmente la parte verde dei cipollotti aggiungeteli allo yogurt, mescolate, aggiungete la vaniglia, regolate di sale e amalgamate bene il tutto.
Tagliate la calotta dei panini, svuotateli e metteteli in forno a 160° per una decina di minuti.
Toglieteli dal forno e “riempiteli” con la fideuà. Accompagnate con la salsina allo yogurt.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
mercoledì 13 marzo 2013
Innanzitutto un "Benvenuto" sicuramente da parte di tutta le foodblogger per l'arrivo del piccolo di Eleonora, sarà già nato? Un abbraccio e ovviamente un ronron speciale da Magali!
Nonostante le mie tristezze, "the show must go on", la vita va avanti, e io sono sempre in ritardo non sapete da quanto tempo avrei voluto parlarvi di questa mostra che ho visto a novembre!


La mostra era allestita molto bene, non me ne vogliano gli italiani, ma solo i francesi sanno fare quando organizzano esposizioni rivolte ad attirare una grande massa di pubblico internazionale. Hanno "ricreato" questo dipinto di Dalì
e il visitatore può entrare dentro l'opera e fisicamente farne parte



Qui si nota il genio dell'autore da lontano sembrano due occhi invece non sono altro che due paesaggi ...
Le opere erano molteplici e da quelle giovanili già si evinceva il suo talento, la sua abilità nei giochi di luce. Crescendo una nota le ha sempre accomunate: l'attenzione estrema ai particolari, attribuendo al dettaglio nel dettaglio sempre una valenza simbolica (ad esempio sulla cassa dell'orologio in basso a destra oltre alle incisioni vi sono delle formiche, sull'orologio a sinistra in prossimità delle dodici vi è un'ape, se si osserva bene l'orologio centrale è appoggiato su un volto) e questo mi ha sinceramente stupito, perchè conoscevo la sua pittura, ma non avendola mai vista da vicino, non avevo potuto notare questa particolarità. Dicevo questo mi ha stupito, perchè la personalità di Dalì è travolgente, eccessiva, caotica, ma all'estrema ricerca di una precisione estrema, una regola nella sregolatezza. Non sono una critica, ma posso dire che questa mostra mi ha suscitato delle emozioni e ne sono uscita rincuorata, perchè alla fine ho assistito a una sua intervista in cui, in età già avanzata, Dalì diceva che nel corso della sua vita non era riuscito a capire se stesso e le sue opere ... quindi allo spettatore non resta altro che avvicinarsi ai suoi quadri con estremo rispetto, ad osservare e a cogliere quel non so che solo il suo genio è capace di espimere.

 Eccoci puntualmente presenti qui all'MTC
Di solito la prima preparazione seguiamo sempre la versione originale della vincitrice, sbizzarendoci solo nella presentazione, perchè se sono piatti per noi nuovi ci piace gustarli nella loro essenza originaria. Questa volta siamo a "casa" di Mai ed abbiamo seguito fedelmente la sua ricetta. Ha fatto tutto Magali, perchè il pesce è il suo piatto preferito, ha testato personalmente i gamberi.




I lumaconi di Magali ovvero la Fideuà di Mai
Ingredienti per 4 persone:
350 gr. di "fideus"
4 pomodori maturi
1 spicchio d’aglio
250 g di totanii
300 di gamberi
8 scampi
1/2 cucchiaino di paprica dolce
un pizzico di pistilli di zafferano
sale
olio extra vergine
4 “caccavelle” Gragnano

brodo:
1 cipolla media
aqua, sale
pesce di roccia
(muggine, scorfano, qualche testa di gambero)

per la salsa alioli:
1 spicchio d'aglio
olio extra vergine (quanto basta per legare la salsa sui 100 ml)
sale
il rosso di un uovo

Preparazione:

mettere il pesce per il brodo in una pentola piena d'acqua fredda (2 l.) aggiungere la cipolla, sbucciata e fatta in 4 pezzi grossolani. Potete mettere anche qualche testa di gambero, per renderlo più saporito. Portare a ebollizione e togliere la schiumetta che si forma sopra, cuocere per 30/40 minuti. Dopo filtrare e tenere da parte in caldo.
Nella "paella" scaldare un filo d'olio, versarci i fideus e farli tostare il più omogeneamente possibile, devono diventare sul marroncino ma attenzione a non bruciarli troppo. Poi mettere da parte.
Aggiungere olio alla paella e cuocerci i gamberi, salare verso la fine e mettere da parte. Conviene munirsi di un recipiente, meglio con coperchio, per preservare il pesce cotto e mantenendolo caldo. Se serve, aggiungere olio e cuocere gli scampi, salare verso fine cottura e mettere in caldo. Passare ai totani, puliti e fatti a pezzi, (ad anelli per capirci…) salare anche questi a fine cottura e unire al resto del pesce. Fate attenzione alle diverse cotture, il pesce fresco cuoce velocemente, ve la cavate in pochi minuti, ma aggiungete sempre abbastanza olio, perché vi servirà anche per il soffritto.
Lavare e sbucciare i pomodori. Se li fate sbollentare qualche minuto in acqua bollente è molto più facile, se non avete voglia potete usare il pela patate. Tagliuzzateli piccoli, piccoli. Sbucciare lo spicchio d'aglio, fatelo fine fine e soffriggere nell'olio, dopo qualche secondo aggiungerci i pomodori. Aggiungere una punta di zucchero, e più avanti correggere di sale. Se è necessario, (e lo sarà) bagnare con del brodo di pesce.
Quando il soffritto ha cambiato colore, si è ridotto e addensato, versare lo zafferano pestato nel mortaio e sciolto con un filo di brodo, amalgamare e aggiungere mezzo cucchiaino di paprica dolce. Dopo di che va versato il brodo, il sufficiente a coprire a pena a pena la pasta quando la andremo a buttare. Dovrete regolarvi a secondo la pentola o padella che avete a disposizione, ma meglio se questa è bassa e larga.
Quando il brodo comincia a sobbollire buttare la pasta, disporla omogeneamente su tutta la padella. Qui vanno controllati i tempi di cottura della pasta, la mia era 8 minuti, dopo i primi 3 minuti che cuoceva la pasta ci ho aggiunto i totani e i gamberi, amalgamato e cotto fino ai 5 minuti restanti. Assaggiare se è giusto di sale e adagiare sopra gli scampi.
Preparare l’alioli: si comincia con il mortaio pestando l’aglio (io non l’avevo e l’ho messo in una scodella, prima l’ho schiacciato bene con la forchetta e poi l’ho pigiato ancora bene con il manico rotondo di un mestolo) e un pizzico di sale. Deve diventare una purea finissima, senza grumi. Dopodichè mettere il tuorlo e mescolate, il preparato si deve girare e girare versando l'olio a filo, o meglio a goccia, sulla scodella, ma non direttamente sull'impasto. Vedrete che dopo 15/20 minuti la salsa comincia a legare e a crescere.
Fare cuocere in acqua bollente salta i lumaconi per 16 minuti, scolateli con la schiumarola.
Riempiteli con la fiderà e accompagnate con l’alioli.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 10 marzo 2013
Sono andata al mare "una toccata e fuga" per vedere il tenero Giacomo, ma questa volta non si è presentato. Purtroppo il mare non è vicino tra andare e tornare sono 1000 km, quindi non posso andarci spessissimo in inverno, mi aspettava un'amara sorpresa e mi sono stupita, perchè quest'anno i pelosotti sono più accuditi, perchè ci sono due miei cari amici che giornalmente vanno da me a nutrirli e colgo l'occasione per ringraziarli
In questi tre anni, di solito, Giacomo giungeva al massimo qualche ora dopo il  mio arrivo e invece questa volta l'ho aspettato invano per tre giorni.
Sapevo che prima o poi sarebbe accaduto, ma non sapevo che avrei provato tanto dolore. Il monello mi manca terribilmente e se, anche la prossima volta, non dovessi vederlo, questo posto non sarà più lo stesso senza la sua presenza, senza vedere il suo musetto spuntare all'improvviso ... ricordo ancora quest'estate mentre studiavo analisi matematica con mio nipote, puntualmente lui arrivava e si metteva a dormire tranquillo.


Ho pianto e mi sono disperata, pur essendo conscia che nell'esistenza ci siano crucci molto più rilevanti. Dò la giusta dimensione agli eventi della vita, ma non posso negare che questo pelosotto per me è importante. Voglio sperare che sia partito per qualche scorribanda o abbia trovato qualcuno di buon cuore, non voglio neanche immaginare che, data la sua malattia, si sia aggravato e sia rimasto in un angolo a soffrire in solitudine. Voglio credere che la prossima volta che andrò al mare quando arriverò, lo vedrò spuntare da sotto la porta. Mi raccomando Giacomo "abbi cura di te!"


domenica 3 marzo 2013
Ho talmente tante cose da raccontare che dovrei iniziare a scrivere ora e andare avanti sino a notte fonda!
Da dove inizio?
Da quello che è successo oggi ad ora di pranzo ci hanno chiamato, perchè nella piccola ditta di mio marito c'erano appena stati i ladri, ormai abbiamo l'abbonamento e due o tre volte l'anno arrivano a farci visita. Non hanno ancora capito che non c'è nulla che valga la pena rubare contando quello che si rischia se si viene scoperti. I ladri non lo hanno ancora capito e ogni volta fanno un sacco di danni per entrare- Oggi hanno scassinato il cancelletto pedonale, avendo tagliato in precedenza la pesante catena che avevamo messo dopo gli altri furti, poi hanno divelto la grata di protezione di una finestra spaccando tutti i mattoni e il davanzale, poi tapparella, finestra e all'interno messo tutto a soqquadro rubando dei pc e monitor ...
Vi racconto questo perchè sono contenta di me stessa, non me la sono affatto presa, ho avuto una vita così dura in passato che, ormai, le cose che non riguardano la salute, passano in secondo piano e non mi tangono assolutamente. L'ho presa addirittura ridendo, perchè tanto non c'è assolutamente rimedio, per fortuna la micina della ditta Publi, a parte lo spavento per l'allarme che si è messo a suonare ininterrottamente, sta benissimo. Appena arivata in ditta sono subita andata a vedere come stava, l'ho presa in braccio, si è messa subito a fare ronron e in un orecchio mi ha sussurrato "A me i ladri mi fanno un baffo!"


Rincorro questo film da novembre … da quando sono stata a Parigi e non ho fatto in tempo a vederlo, finalmente questa volta ce l’ho fatta e per me è stato un successo, perché è il primo film che riesco a vedere interamente e in francese ed una scoperta, perchè diverso da come l’avevo immaginato.

Les saveurs du palais" da noi "La cuoca del Presidente"
Credevo fosse una commedia brillante ed invece lo è solo in apparenza, nel corso del film ci sono battute esilaranti, ma sono da scenario alla realtà in cui i giochi di potere fanno da padrone.
La protagonista Hortense Laborie, interpretata da Catherine Frot attrice poco nota in Italia, è una casalinga del Périgord, che viene chiamata per svolgere il compito di cuoca privata del Presidente della Repubblica Francese, che desidera dei piatti semplici che gli ricordino la sua infanzia. In effetti la cucina di Hortense risulta veramente di suo gusto, ma questo scatena l’invidia e l’ira dello chef ufficiale che l’etichetta come quella “du Barry”, riferendosi in modo dispregiativo alla favorita di Luigi XV.
Il film si alterna tra passato e presente, mettendo in evidenza la personalità di Hortense, rivelando una donna forte, determinata, sicura di sé, che sa rispondere a tono, sa farsi rispettare e, soprattutto, sa quando è il momento di uscire di scena.
Ebbene mi aspettavo una commedia divertente e ho visto un film intenso, in cui la passione è determinante, il desiderio di realizzare i propri sogni spinge Hortense a non tirarsi mai indietro, mettendosi alla prova in imprese ardue, per realizzare il progetto di una nuova vita.
Non posso narrarvi tutto il film, ma vi assicuro che in molte dovremmo prendere esempio da Hortense.
Da noi uscirà credo il 7 marzo, ve lo consiglio.
Ora vi consiglio di andare a vedere questo sito che mi è stato suggerito da una mia cara amica Stefania, (bravissima cantante guardate qualche suo video!) praticamente è un database INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) che contiene gli ingredienti di tantissimi prodotti (saponi, dentifrici, creme ecc.) suddivisi in ordine alfabetico, basta guardare sotto il nome della marca e cliccare sul prodotto che vi interessa, vi apparrà l'elenco dei componenti contraddistinti da pallini di diverso colore che segnalano la loro tollerabilità e poi il biodizionario (che contiene il corretto significato dei pallini). Io ho trascorso delle ore, documentandomi su tutti i prodotti che uso abitualmente ed alcuni hanno riservato delle amare sorprese.
Non mi sono dimenticata che vi voglio raccontare della mia toccata e fuga a "Parigi", ma non ho avuto ancora il tempo (visto che ora sono immersa nel riordino epico e catartico della soffitta, che durerà ancora parecchi giorni) di fare un piccolo reportage!
Scusate la lunghezza del post, con la speranza di non avervi annoiato. Ora ecco una ricetta semplice, come d'abitudine!
Io adoro i biscotti e i dolci da prima colazione, non amo le farcitura a base di crema, di panna, appena ho visto questo da Sabina, che è bravissima, il suo dolce mi ha subito colpito e ho deciso di farlo, ho provato una mia versione ancora più light e giudicate voi il risultato. Per lo zucchero ho seguito le dosi, dimezzandole perché ho utilizzato uno stampo più piccolo, di Sabina, io non amo i dolci molto zuccherini, ma se volete potete aumentarne la dose oppure accompagnarlo con della marmellata.



Gugelhupf light
Ingredienti per uno stampo del diametro di 18 cm:
250 g di farina
12,5 g di lievito
125 g di latte tiepido
40 g di zucchero
1 uovo
1 vasetto di yogurt magro
un pizzico di sale
1 bustina di zucchero vanigliato
40 g di uva sultanina
3 cucchiai di rum
burro per ungere lo stampo

Preparazione:
mettete in ammollo l'uvetta nel rum.
Sciogliete il lievito in mezzo bicchiere di latte tiepido, aggiungete un cucchiaio di zucchero e uno di farina e fate riposare per 15 minuti.
In una ciotola capiente versate la farina, aggiungete il lievito sciolto (io ho utilizzato il lievito fresco mezzo dado), lo zucchero, il latte rimasti, tutti gli altri ingredienti compresa l'uvetta, mescolate bene e impastate fino ad ottenere un impasto liscio e morbido. Mentre impastate dovrebbero formarsi delle bolle nell'impasto.
Coprite la pasta e lasciate lievitare nel forno a 35° oppure in un ambiente caldo finchè non raddoppia di volume (30-40 minuti circa).
Ungete bene con del burro lo stampo e spolverizzatelo con della farina, versate l'impasto e fatelo riposare per altri 20-30 minuti.
Infornate nel forno preriscaldato a 180° per 35-40 minuti circa.
Fate raffreddare, toglietelo dallo stampo e cospargete con zucchero a velo.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

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