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Magali

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domenica 20 aprile 2014
Innanzitutto auguriamo una Serena Pasqua a voi tutti voi e per farlo prendiamo in prestito questo splendido uovo creato da Pierre Hermé per l'occasione. Non è straordinario?

La sua "partenza" non poteva, per me, passare inosservata: in onore di un grande.

Se per un istante Dio si dimenticherà che sono una marionetta di stoffa e mi regalerà un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, ma in definitiva penserei tutto quello che dico. Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano. Dormirei poco, sognerei di più, andrei quando gli altri si fermano, starei sveglio quando gli altri dormono, ascolterei quando gli altri parlano e come gusterei un buon gelato al cioccolato !!!
Se Dio mi regalasse un pezzo di vita, vestirei semplicemente, mi sdraierei al sole lasciando scoperto non solamente il mio corpo, ma anche la mia anima. Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei che si sciogliesse al sole. Dipingerei con un sogno di Van Gogh sopra le stelle un poema di Benedetti e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna. Irrigherei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle loro spine e il carnoso bacio dei loro petali. Dio mio, se io avessi un pezzo di vita non lascerei passare un solo giorno senza dire alla gente che amo, che la amo. Convincerei tutti gli uomini e le donne che sono i miei favoriti e vivrei innamorato dell’amore. Agli uomini proverei quanto sbagliano al pensare che smettono di innamorarsi quando invecchiano, senza sapere che invecchiano quando smettono di innamorarsi. A un bambino darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo. Agli anziani insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma con la dimenticanza. Tante cose ho imparato da voi, gli Uomini! Ho imparato che tutto il mondo ama vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel risalire la scarpata. Ho imparato che quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, lo tiene stretto per sempre. Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardarne un altro dall’alto al basso solamente quando deve aiutarlo ad alzarsi. Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, ma realmente, non mi serviranno a molto, perché quando mi metteranno dentro quella valigia, infelicemente starò morendo.
Gabriel Garcia Marquez

Ed ora passiamo ad un argomento faceto. Vi presentiamo un'altra ricetta per l'MTC
, vogliamo ringraziare Cristiana, vincitrice con stra-merito del mese scorso, perchè con questa tema ha fatto sì che ci mettessimo in gioco con entusiasmo. Questo sicuramente è un abbinamento classico, ma ci ha fatto piacere creare una presentazione da "festa" anche con ingredienti di base "poveri". Confesso che preparare il rognone non è stato molto piacevole.


Non c'è rognone senza risotto
Ingredienti per 2 persone:
un rognone di vitello
1 bicchiere di acqua
1/3 di bicchiere di aceto balsamico
½ bicchierino di porto
prezzemolo tritato fresco
un pizzico di estragone
1 noce di burro
3 cucchiai di panna
sale

Per il risotto:
125 g di riso carnaroli
2 porri
olio di oliva
1 noce di burro
1 bicchierino di vino bianco secco
brodo vegetale
zenzero fresco
parmigiano grattugiato fresco

Per la cialda parmigiano grattugiato fresco

Preparazione:
Per il rognone:
la sera precedente sciacquate rapidamente il rognone sotto l’acqua corrente, privatelo dal grasso e tagliatelo a fettine. In un contenitore di vetro mettete l’acqua, l’aceto balsamico e il porto, aggiungete il rognone mettete il coperchio e ponete in frigorifero.
Il giorno seguente scolate e sciacquate sotto l’acqua corrente, asciugate bene.
In una padella mettete una noce di burro, una volta fusa aggiungete il rognone, mescolate, aggiungete la panna, un pizzico di sale, il prezzemolo, l’estragone e fate cuocere cinque minuti.

Per il risotto:
pulite, lavate, tagliate a metà i porri nel senso della lunghezza e affettateli.
In una pentola mettete l’olio e appena diventa caldo aggiungete il riso, fate tostare qualche minuto e aggiungete i porri, mescolate bene il tutto. Aggiungete il vino bianco e fate evaporare a fuoco vivace. Aggiungete un mestolo di brodo, fatelo assorbire, aggiungetene un altro fino alla fine della cottura del riso. (Il tempo di cottura dipende dalla qualità del riso che avete utilizzato).
Aggiungete lo zenzero grattugiato fresco, il parmigiano grattugiato e la noce di burro. Mescolate.
Coprite e lasciate riposare per un minuto fuori dal fuoco.

Per la cialda: in una padella antiaderente mettete il parmigiano formando una striscia lunga e stretta, una volta fuso arrotolatela su una forma da cannolo.

Con l'aiuto di un coppapasta quadrato disponete il risotto nel piatto, poi utilizzandone uno più piccolo posizionato sopra disponete il rognone ed infine la cialda.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.

9 commenti:

bilibina ha detto...

Tanti cari auguri a te ed un saluto
Carmen

Ilaria Agostini ha detto...

Che belle le parole di Gabo.......mi danno i brividi
Il tuo rognone e' da sballo e ti fa molto onore visto che sei vegetariana
Auguri di buon 25 aprile e 1 maggio visto che la pasquetta e' agli sgoccioli ;-)

valentina-latte dolce fritto ha detto...

Che brava... partecipare anche se sei vegetariana è una grande prova da parte tua! Io ero indecisa se passare o meno questo mese... ma se l'hai fatto tu nonostante le tue scelte in cucina posso farlo anche io che mangio carne, pochissima e mai quinto quarto... ma la mangio!
Mi faccio coraggio e prendo esempio da te!
P.S. Ho sempre amato Gabo e la storia di Aureliano Buendia e della sua famiglia sono state oggetto di una delle prime chiacchierate fra me e quello che sarebbe diventato mio marito... leggere le sue parole qui mi ha commossa come al solito.

Cristiana Beufalamode ha detto...

Tu sei un mito! Già ho lodato le tue doti l'altra volta pensando che ti saresti fermata qui...e ora mi proponi un altro piatto, per di più che prevede la lavorazione del rognone...che in effetti cosa semplice non è! Almeno con le polpette avevi poco a che fare con la carne, in questo caso hai dovuto privarla del grasso e maneggiarla di più. Che dire? Ancora grazie. L'hai preparato in modo classico abbinandolo ad un risotto con un tocco in più dallo zenzero...mi suona benissimo. Tanto per darmi il colpo di grazia mi citi Garcia Marquez: Cent'anni di solitudine l'ho amato profondamente e per me è legato a qualcos'altro. Me lo fece leggere una persona, in me simile se non uguale, da ragazzina. Sia lui che io abbiamo pensato sempre che i confini tra la realtà e la fantasia fossero totalmente relativi (per quanto mi riguarda ci credo ancora). Quella persona è cambiata tanto nel corso della sua vita, finendo col dimenticare chi era, i mondi che riusciva a tirare fuori dalla sua testa, la facilità con cui raccontava storie...si è perso e quando penso a quel libro, e soprattutto ora che lo sto rileggendo, mi riviene in mente quella persona e spero proprio di non trasformarmi, di restare sempre così: in bilico tra la realtà e la fantasia...dando, se possibile, più spazio a quest'ultima....e dopo il "pippone" ti mando un abbraccio virtuale cri

Saparunda ha detto...

Ma... ma.... ma... mi sono incantata! Sei incredibilmente unica, non solo sei vegetariana, ma proponi ben due ricette ed una più buona dell'altra!
Sei assolutamente da ammirare!! Un bacione grande a te e Magali!

Alessandra Gennaro ha detto...

...e non c'è Helga senza intelligenza, sense of humor, signorilità, sensibilità, educazione e buon gusto. (oltre che Magalì, naturalmente). Grazie per aver partecipato in questo modo, continuando ad impreziosire la nostra gara con il tuo tratto, unico e squisito: sei una risorsa preziosissima, per l'MTC!

daniela ferri ha detto...

Che dirti: ancora brava!!

TataNora Dellavedova ha detto...

Una grande, sei una GRANDE! Preparare e cuocere il rognone (che pur mi piace) è difficile anche per me. Se penso a te, vegetariana, che ti cimenti con questo quinto quarto impegnativo per produrre un risotto che rifarò senz'altro da tanto mi ingolosisce, mi fa sperare di vederti vincere. Te lo meriti davvero.
Un bacione a te ed un grattino a Magali
Nora

Monica Bergomi ha detto...

Mi hai fatto venire L'acquolina…sarà' che adoro le frattaglie e, ora che ci penso, il rognone nn lo mangio da un po'…quasi quasi faccio uno strappo alla regola…ciao mi sono unita ai tuoi lettori, a presto Monica

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