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Magali

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martedì 13 maggio 2014
AVVERTENZA PER I LETTORI: POST LUNGO ARMARSI DI PAZIENZA
Questo post è tutto ispirato allo spirito d'avventura, la scoperta ...
Parte positiva!
Questa volta vi parlo di un’esposizione molto inaspettatamente divertente e ve ne spiego subito il motivo.
Ne avevo letto notizia sul quotidiano “La Stampa” e mi aveva incuriosito, anche perché si tiene in un quartiere di Parigi dove non vado abitualmente, il quinto, presso l’Istituto del Mondo Arabo, edificio che non avevo mai visto che mi ha colpito per la sua architettura. L’esposizione è ….
Credo che ognuno di noi abbia sognato, per lo meno una volta, di fare un viaggio su questo treno diventato mitico, grazie anche al famoso film “Assassinio sull’Orient Express”, tratto dall’omonimo libro di Agatha Christie. E fin qui nulla di particolare …, ma quando sono arrivata all’Istituto del Mondo Arabo ho avuto una stupenda sorpresa e sono stata inondata da uno stupore fanciullesco! Credevo che la mostra si svolgesse all’interno dell’Istituto, ed in effetti è così per quel che riguarda locandine, accessori, itinerari, ma in buona parte si svolge all’esterno … ebbene sì! La locomotiva, alcune carrozze del mitico treno erano proprio lì davanti a me e la parte iniziale della mostra consisteva proprio nel visitarle! Pensate che all’interno del “treno” erano simulati anche i rumori del tipo il russare e lo ssshhht nella zona notte, le risate e il tintinnio di bicchieri in quella ristorante e persino un tremolio che simulava la vibrazione del movimento! A me è piaciuto tantissimo, perché è stato emozionante, unico neo troppi visitatori ciarlieri!
Anche questa volta vi presto i miei occhi, se qualcuno vuole salire in carrozza ha solo da andare a vedere questo VIDEO che ho preparato, breve, carino ed esaustivo.
Tutto questo mi fa riflettere di quanto sia una persona molto fortunata per avere la possibilità di vedere cose nuove e di quanto, al contempo, nutro profonda ammirazione, per coloro i quali vivono bene una vita certa e abitudinaria, che non scalpitano come me, non provano un’inquietudine interiore, che si placa solo quando i bagagli sono pronti e parto per una nuova avventura.
Dolenti note.
Come ben sapete Magali ed io siamo pasticcione per eccellenza e questa né è un’ulteriore conferma.
Avete presente la battaglia di Waterloo, ebbene così è stata la giornata in cui abbiamo preparato il babà.
Pur avendo gli indispensabili “bicchierini”, pur essendo mia madre napoletana, pur avendo una sua ricetta, mai avevamo osato tentare quest’impresa. Le motivazioni sono tante: i nostri limiti, il forno che ha appena compiuto 27 anni, il fatto che non abbiamo l’impastatrice e qui Antonietta ci ha rincuorato dicendo che era meglio impastare a mano … comunque non potevamo assolutamente mancare.
Il culmine della disfatta è stato quando dopo aver fatto lievitare “la creatura” nei bicchierini, che erano disposti, sulla placca del forno, io l’ho tolta per accenderlo, prima di infornarli. E qui ho commesso l’errore madornale di prenderla con una sola mano e così tutti i bicchierini sono caduti. Una volta rimessi in piedi la loro “capocchia” aveva assunto un’aria un po’ sbilenca, chi pendeva da una parte chi dall’altra. La disperazione di Napoleone alla fine della famosa battaglia rispetto alla mia in quel momento.
E non posso neanche esiliare! Ecco l'espressione di Magali nell'apprendere la notizia ...
Diciamo alle “giudichesse” che questa volta  
ci autoproponiamo per questo premio
Magali ed io anche se scoraggiate ci siamo guardate negli occhi e ci siamo dette che non potevamo assolutamente mancare ... perchè senza l'MTC che mese sarebbe?
 Abbiamo seguito con estrema diligenza le istruzioni di Antonietta, che si sono rivelate veramente dettagliate e l’impasto è venuto bene, tranne incidenti di percorso suddetti. Alla fine, al momento della farcitura e foto eravamo stremate e già non siamo assi nelle presentazioni ma questa volta … Per tirarci su il morale abbiamo pensato al “Babàsù” ovvero il babà – tiramisù! Ne abbiamo fatto una versione con il lievito di birra (quello guarnito con la fragola) e una con il lievito madre (quello guarnito con il cioccolato), utilizzando metà dose degli ingredienti.
Versione con lievito di birra
Ingredienti
300 g di farina bio tipo 0 Manitoba
3 uova cat a grandi
100 g di burro
100 g di latte
25 g di zucchero
10 g di lievito di birra
½ cucchiaino di sale fino

Preparazione:
Lievitino
Sciogliere il lievito di birra con 50 g di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero e impastarli con 70 g di farina, tutti presi dal totale degli ingredienti. Lasciar lievitare fino al raddoppio, coprendo la ciotola con un telo inumidito.
Primo impasto
Versare in una ciotola il resto della farina (230 g), fare la fontana, versarci il lievitino e le tre uova. Impastare schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungere un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirlo un po’, man mano che se ne senta la necessità, facendo attenzione a non renderlo molle; poi impastare energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti. Coprire e lasciar lievitare per 80/90 minuti e comunque fino al raddoppio.
Secondo impasto
In una ciotolina lavorare il burro a pomata, impastandolo con il restante zucchero (20 g) e il sale. Aggiungerlo al primo impasto una cucchiaiata alla volta facendo assorbire bene prima di aggiungere la successiva. Lavorare per 5 minuti nella ciotola, poi ribaltare l’impasto su un piano da lavoro e iniziare a lavorare energicamente piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti. Qui bisogna avere tenacia e resistenza perché questa è quella fase in cui è possibile ottenere un babà spugnoso e morbido, capace di assorbire e trattenere la bagna.
Quando inizierà a staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto.
Per poterlo sistemare agevolmente nello stampo preventivamente imburrato, staccare dalla massa dei pezzi di pasta schiacciandoli con pollice e indice, come volessimo strozzarli, ottenendo così 6 palline.
Una volta completato il giro, con l’indice sigillare gli spazi tra una pallina e l’altra, coprire con un telo umido e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa per 2 ore, fino a triplicare di volume.
Accendere il forno a 220°, raggiunta la temperatura infornare, abbassare a 200° e cuocere per 25 minuti.
Dopo circa 10 minuti di cottura coprire con un foglio di alluminio, per evitare che la superficie scurisca.
A cottura ultimata lasciar intiepidire per 15 minuti e capovolgere il babà possibilmente in una ciotola larga e bassa.

Versione con il lievito madre e lievito di birra
Ingredienti
280 g di farina bio tipo 0 Manitoba
3 uova cat a grandi
100g di burro
90 g di latte
25 g di zucchero
50 g di lievito madre rinfrescato
10 g di lievito di birra
½ cucchiaino di sale

Preparazione:
Primo impasto
Versare in una ciotola 120 g di farina, fare la fontana, aggiungere 1 uovo, il lievito madre, lo zucchero e 30 g di latte tiepido. Impastare, coprire con un telo umido e attendere il raddoppio.
Secondo impasto
Versare in un'altra ciotola la restante farina (160 g), aggiungere il primo impasto e 1 uovo, sciogliere bene e amalgamare, poi incorporare il secondo uovo, Impastare energicamente per 10 minuti, battendo contro i bordi della ciotola e aggiungendo man mano del latte a cucchiaiate. Sciogliere il burro a bagnomaria o in un microonde e versarlo a filo sull’impasto, incorporandolo lentamente. Per ultimo, in una tazzina “impastare” il lievito di birra con il sale finché diventa una cremina liquefatta e aggiungere anche questa alla massa. Una volta incorporati tutti gli ingredienti, ribaltare l’impasto su un piano da lavoro e lavorare come descritto nel precedente procedimento.
Ricavarne 11 palline e sistemarle negli stampini monoporzione precedentemente imburrati. Ogni pallina deve arrivare a metà altezza dello stampino. Sistemarli in una teglia e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa fino a quando triplicano di volume, fuoriuscendo dal bordo superiore formando una calottina di circa 2 cm.
Preriscaldare il forno a 200°, infornare, abbassare a 180° e cuocere per 20 minuti. A metà cottura coprire con un foglio di alluminio.
A cottura ultimata lasciar intiepidire per 10 minuti, staccarli delicatamente dagli stampini (basta reggere lo stampino con una mano e con l’altra tirare e contemporaneamente roteare leggermente la calottina) e adagiarli in una ciotola larga.

Per la bagna
½ lt di acqua
6 tazzine da caffè ristretto
150 g di zucchero

Preparazione:
preparare il caffè ed allungarlo con l’acqua, aggiungete lo zucchero e mescolate bene.
Lasciate intiepidire e versare sul babà ancora tiepido. Ogni 15/20 minuti, aiutandosi con un mestolino, raccogliere lo sciroppo sul fondo del babà e irrorarlo di nuovo. Continuare così finché non si presenta ben inzuppato e tratterrà lo sciroppo più a lungo, cedendolo sempre più lentamente. Adagiarlo su un piatto da portata, facendolo scivolare con molta attenzione.
Per i babà monoporzione il bagno sarà simile; dopo aver versato lo sciroppo sopra, rigirarli dentro di esso ogni 10/15 minuti e comunque finché al tatto non abbiano la consistenza di una spugna inzuppata. Scolarli dallo sciroppo e adagiarli su un piatto da portata.

Crema al mascarpone
Ingredienti:
250 g di mascarpone
1 uovo
3 cucchiai di zucchero

Preparazione:
mescolate il mascarpone con lo zucchero e aggiungete il tuorlo.
Montate a neve ben ferma l’albume e aggiungetelo al mascarpone mescolando dall’alto verso il basso, otterrete così una crema morbida. Tenetela in frigo fino al momento dell’utilizzo.

Completiamo il babà
Ingredienti:
250 ml di rhum
Fragole
cioccolato
3 cucchiai di gelatina di albicocche

Preparazione:
Scolare dal piatto lo sciroppo che sarà colato dal babà. Irrorarlo con il rhum a proprio piacimento, spennellarlo con la gelatina di albicocche precedentemente sciolta a fuoco lentissimo, decorare con ciuffi di crema e completare con le fragole o decorate con le foglie di cioccolato.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"

17 commenti:

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Monica Giustina ha detto...

Wow fantastica l'idea del tiramisù abbinata al babà, geniale e deliziosa!
E addirittura con la doppia variante, davvero brava, ma secondo me c'è l zampino dell'aiutante pelosa ;)
La mia gatta più piccola mi fa sempre da assistente, mi pedina per casa e sta su uno sgabello in cucina a controllare da lontano cosa faccio !

elenuccia ha detto...

WOWnon sai quanto mi piacerebbe vedere l'oriente express. Ho adorato quel film, l'avrò visto mille volte ma tutte le volte che lo rifanno in TV lo riguardo. Il filmato è delizioso e mi ha fatto venire ancora più voglia di vedere il mito.
Altro che pasticcione, tu e Magali siete una coppia d'oro. A me sembra che siano venuti perfetti. Sai che non ho mai fatto il babà? Pensavo ci volesse la planetaria. Secondo te c'è molta differenza tra le due versioni? buono anche con li lievito di birra?

Armelle L ha detto...

Bonjour,
Il va falloir que je me mette à étudier l'italien car coïncidence, je parlais ce matin de cette expo sur l'Orient Express. Je vais profiter de congés fin mai pour aller la voir. Je retiens la cabine de James Bond...
Sinon, le baba au rhum est mon dessert fétiche !
Bonne journée

Francy BurroeZucchero ha detto...

Macchè worst bakery! siete the best ever!!!! il Babasù è da mettere sotto copyright, assolutamente! bellissima idea per due bellissime versioni. Nonostante l'incidente avete realizzato dei babà fantastici! complimenti a tutti e due! e speriamo che Magalì abbia cambiato espressione! :-D

Antonella ha detto...

ma sono stupendiiiiiii!!!!!! complimenti davvero!!!!

Alessandra Gennaro ha detto...

Uno dei motivi per cui sono grata a questo gioco, è che mi ha permesso di poter conoscere a fondo ed apprezzare la tua intelligenza, la tua generosità, il tuo senso del'umorismo: sono le caratteristiche che distinguono ogni tua partecipazione e il fatto che, da qualche tempo a questa parte, l'mtc si inauguri sotto il segno di Helga e Magalì è il migliore degli inizi. Avevo promesso che avrei letto il tuo post in pausa caffè, ma sono riuscita a farlo solo a metà; il resto, me lo son goduta in pausa pranzo e ora che sono vicina alla pausa tisana :-) riesco finalmente a commentarlo: in primis GRAZIE per averci regalato questo video. Saranno quattro anni che non vado a Parigi e l'Istituto del Mondo Arabo è una delle tappe che ho segnato: ma è evidente che una mostra del genere me la sarei persa comunque e invece grazie a te possiamo metterci una pezza. Sul resto, il babasù è una grandissima idea e respingo il titolo di Worst Bakery, condividendo in pieno quello che la Francy ha scritto prima di me. E sarà perchè anch'io sono maldestra in cucina, ma trovo che i tuoi babà abbiano "quel certo non so che" che li rende unici e irresistibili! grazie davvero!

Cristiana Beufalamode ha detto...

Tu sai che ormai nutro nei tuoi confronti una profonda stima e questa ricetta ne è l'ulteriore conferma! Se Magali riuscisse ad andare d'accordo con i miei quattro bestioni sarebbe il massimo!

veronica ha detto...

e finalmente sono riuscita a leggere il post e prima di tutto mai scoraggiarsi con i lievitati ...
e ti faccio i miei complimenti davvero

Antonietta ha detto...

Mia cara le tue parole insieme al video sono state un piccolo viaggio di sensazioni per me. La tua voglia di andare e vedere e quello che poi riesci a raccontare è tutto un insieme di emozioni culminate, come una conseguenza logica, nell'assaggio di un dolce.
E cosa c'è di meglio di un babasù?
Ora lo so, ora che ho conosciuto la delicatezza del tuo animo, ora che ho visto quei bauli, quelle perle, quelle porcellane, e questo babà fatto con cura amorevole, nonostante l'incidente, so che sarebbe una vera gioia sedersi e gustarlo con te mentre accarezzi il tuo gatto accovacciato sulle tue ginocchia.
Un abbraccio

Loredana ha detto...

Cara Helga, sai quanto apprezzi la tua cucina, le tue idee, i tuoi video e Magalì.
Ti confesso che ho realizzato anche io un babasù!
Sapevo che qualcuno ci avrebbe pensato e sono felice che sia stata tu :)
È sempre bello viaggiare con te e vorrei poterlo fare davvero, ma sai ognuno si ritrova a dover fare i conti con la propria realtà, nonostante i desideri e la voglia di fare le valigie e andare.
Per fortuna si può viaggiare anche utilizzando il web, l'importante è non sentirsi inquieti dentro di sè, qualunque cosa si faccia.
Complimenti per la doppia realizzazione, sono curiosa di provare anche io la versione con il lievito di birra.
Un abbraccio forte a te e ronron a Magalì.

MarielladM ha detto...

Immagino il nervoso per l'incidente! Ma assolutamente non se ne vede traccia nel risultato finale. Ed il babasù è geniale!

Chiara Inversi ha detto...

Che buono, un babà che da la carica!

La Gaia Celiaca ha detto...

io non vedo nessun problema strutturale nei vostri babà, altro che storie! saranno pure caduti, ma si sono risollevati con onore ed orgoglio :-)
e poi l'idea del babasù è fantastica, e mi sembra un accostamento perfetto. io non ho ancora trovato la mia idea, ma questa versione fra quelle che mi ha più convinto.
e poi i tuoi post fanno troppo ridere... :-)

Ilaria Agostini ha detto...

Matisse assaggerebbe volentieri le tue squisitezze ma sarebbero tutte scuse per conoscere Magali ;-)
Grazie per renderci partecipi di quello che accade in una delle città che adoro di più al mondo e l'istituto del mondo arabo per me e' un luogo incantato .....
Baciotti

daniela ferri ha detto...

Mi sembra che tu sia davvero eccessivamente severa con te stessa! Capisco però che rabbia ti sia venuta per il contrattempo! E poi già il nome è tutto un programma :-) Bellissima idea la vostra!

mari ►☼◄ lasagnapazza ha detto...

Si vede davvero che Magalì è proprio contrariata dall'incidente che avete avuto...ma sono contenta che alla fine tu sia riuscita a sfornare dei babà così golosi.
L'orient express è un mio sogno da sempre, che bella esperienza averlo potuto visitare.

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