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Magali

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domenica 7 dicembre 2014
Continuo con la mia Parigi segreta, gli angoli della città desueti, che desidero condividere con voi, con la speranza che vi faccia piacere.
Oggi vi parlo di rue de la Gaité una via di Parigi, nel quartiere di Montparnasse, dove si susseguono un'infinità di teatri e bistrot, dove le persone a fine spettacolo sono solite fermarsi per una cena in tarda serata o il bicchiere della staffa. Il nome Gaité è arcaico, accettato dall' Accademia di Francia come alternativa a gaieté (allegria) nel dizionario del 1798, in seguito con l'ultima versione del 1932 è stato definitivamente cancellato, solo che per cambiare il nome della via ci vorrebbe una delibera del Consiglio della Citta!
Poco lontano dalla Torre Montparnasse, proprio in rue de la Gaité (via dell'Allegria) si trova l’unico teatro italiano in Francia.
Un piccolo bel teatro all’italiana di circa 100 posti. C’è una programmazione esclusivamente di commedie di autori italiani classici e contemporanei, per la maggior parte non sono mai state presentate al pubblico francese.
Il teatro esiste qui, in rue de la Gaité, dal 1980.
Il suo creatore Attilio Maggiulli è un vecchi oallievo di Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano. Egli continua la tradizione della commedia dell’arte mettendo in scena i “canovacci” dimenticati di Goldoni, Fiorilli, Gherardi, come alcune commedie ben più conosciute. Il tutto è recitato, ovviamente, in francese.

Ed ora andiamo in cucina: in questo periodo pre-natalizio, se mai, fa piacere essere attenti a ciò che si mangia, in vista anche delle imminenti festività, però, al contempo, si desidera anche gustare qualcosa di dolce. Non è il mio caso, infatti, il mio Natale sarà un giorno come tanti, per svariati motivi!
Per questa preparazione ho preso spunto da una ricetta di Benedetta Parodi, rapida com'è nel suo stile. Io, ultimamente, non ho più molta voglia di cucinare, ma, al contempo, non ho neanche voglia di mangiare sempre le stesse cose, quindi cerco di prepare cose nuove e veloci.

Cestini light
Ingredienti per 4 cestini:
4 fogli di pasta per brick (pasta sottilissima tipo pasta fillo)
burro fuso
2 vasetti di yogurt bianco cremoso
4 cucchiaini di miele
ananas, banana, lamponi

Preparazione:
spennellate il foglio di pasta con il burro fuso e poi tagliatelo in 4 quattro triangoli (il mio foglio di pasta è rotondo), metteteli in uno stampino con la punta dei triangoli sul fondo e sovrapponendoli.
All’interno ho messo una pallina di domopack alluminio per far sì che restassero fermi durante la cottura.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 5 minuti, non vi distraete, perché la prima infornata l’ho bruciata.
In una scodella mescolate lo yogurt con il miele e guarnite ogni cestino, decorate infine con la frutta fresca. Se desiderate potete spolverizzare con zucchero vanigliato o irrorare con del miele.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

4 commenti:

Emanuela - Pane, burro e alici ha detto...

Sono stata a Parigi l'ultima volta 2 anni fa e partirei di corsa, anche in questo momento per tornarci! So che ci sono angoli e strade bellissimi che non ho avuto modo di conoscere, spero di poter rimediare presto!
Il dolcetto è delizioso, purtroppo non riesco a trovare nè la pasta fillo nè la brick dalle mie parti, mi sa che devo decidermi a farle in casa! :)
Buona domenica carissima Helga!

elenuccia ha detto...

Il quartiere di Montparnasse è uno di quelli che conosco proprio poco. A dire la verità ce ne sono tantissimi che non conosco purtroppo. Mi piace tantissimo quella pittura sul muro del teatro, come mi piacciono questi cestini. Che bella idea avete avuto tu e Magali, veloce e leggera, e poi amo la freschezza della frutta nei dolci

sississima ha detto...

belle queste foto di Parigi nascosta...mi hai fatto venire un pò di nostalgia, ci sono stata anche io circa 20 anni fa...per un Capodanno...mi ricordo che avevo affattato un piccolo ma delizioso mini appartamento nel quartiere di Montmartre...questi cestini ripieni di frutta li voglio proprio provare, un abbraccio SILVIA

cristi ha detto...

Sei a Parigi? Goditela! Ma Magali? Bacio.

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